YOKOHAMA FLUGELS

LA STORIA DELLE ALI DI YOKOHAMA


Due Coppe dell'Imperatore (1993 e 1998), una Coppa delle Coppe AFC (1994-95), una Supercoppa d'Asia (1994-95), un titolo sfiorato nel 1988 .... un palmares di tutto rispetto che farebbe invidia alla maggior parte dei club professionistici giapponesi, eppure la squadra capace di vincere questi titoli non esiste più, cancellata per sempre dal panorama calcistico giapponese nel 1999 a poco più di 5 anni di distanza dal primo trionfo. Stiamo parlando degli YOKOHAMA FLUGELS, una squadra ancora oggi rimpianta dai suoi tifosi e ricordata con affetto da tutti gli appassionati calcistici nipponici.

IL PERIODO DILETTANTISTICO

Il club nasce nel lontano 1964 come YOKOHAMA NAKA-KU YOUTH SPORTS CLUB nella zona centrale di Yokohama, che si affaccia sul porto, e adotta una divisa rossa fiammante. Nel 1975 opta per una denominazione sociale più immediata e si ribattezza YOKOHAMA SOCCER CLUB, una scelta che dura solo 3 stagioni perché nel 1979 il club entra nell'orbita della ANA (All Nippon Airways), compagnia aerea con sede a Tokyo (nella prestigiosa zona di Shiodome) e che in Giappone è seconda solo alla JAL (Japan Air Lines). L'ANA trasforma lo Yokohama SC nel proprio team aziendale ribattezzandolo YOKOHAMA TRI-STAR SC, cambiandone però i colori sociali in blu e azzurro (quelli del marchi ANA). Quasi subito però l'ANA Sports Company Ltd., società chiamata a gestire la squadra, è costretta a una nuova modifica a causa delle conseguenze dello scandalo che investe l'azienda aeronautica statunitense Lockheed (produttrice del velivolo Tri-Star) per corruzione: la All Nippon Airways decide di proseguire nel progetto sportivo prendendo le distanze dalla Lockheed, cambia nuovamente il nome in ANA YOKOHAMA SC e inizia a gestire da sola la squadra che nel frattempo è riuscita a vincere la Kanto Regional League guadagnadosi la promozione nella 2°Serie della J.S.L. (Japan Soccer League).

LA JAPAN SOCCER LEAGUE

Nel 1984 la neopromossa ANA YOKOHAMA affida la guida tecnica a Naoki Kurimoto, ex giocatore del Fujita Kogyo (oggi Shonan Bellmare), al suo primo incarico da allenatore e la scelta si rivela subito azzeccata perchè la squadra disputa un campionato strepitoso, guidata dall'attaccante brasiliano Carvalho (anch'egli ex Fujita Kogyo) centra la promozione in 1°Divisione JSL piazzandosi al 2°posto dietro alla Sumitomo Metals (oggi Kashima Antlers) solo per differenza reti (+17 contro +14).

La prima stagione nella massima divisione si rivela però un calvario per l'ANA YOKOHAMA che arriva ultima con soli 5 punti in classifica, un torneo disastroso figlio di una gestione societaria quantomeno discutibile, soprattutto sotto il profilo delle disparità di trattamento riservate ai calciatori in rosa che finirono per spaccare lo spogliatoio: alcuni calciatori erano stati ingaggiati con contratto simile a quello professionistico che, oltre a numerosi benefits, prevedeva uno stipendio più che doppio rispetto agli altri, tesserati come impiegati e quindi con un contratto dilettantistico. La situazione, oltre che causare la retrocessione del team con diverse settimane di anticipo, assume contorni particolarmente delicati quando, in prossimità dell'ultima giornata del torneo 1985-86, la dirigenza annuncia il licenziamento di alcuni calciatori dissidenti. Il giorno del match, in programma al Nishigaoka contro la Mitsubishi Heavy Industries (oggi Urawa Reds) si verifica l'episodio ancora oggi ricordato come lo "Sciopero dei giocatori dell'ANA": pochi minuti prima del calcio d'inizio, alcuni giocatori di Yokohama abbandonano lo stadio lasciando la squadra con soli 8 giocatori di movimento e 2 portieri. Gli ospiti si impongono agevolmente 6-1 ma il risultato passa in secondo piano rispetto agli avvenimenti successivi che suscitano reazioni contrastanti: ancora oggi questa gara è considerata la circostanza decisiva per la definitiva introduzione del professionismo puro nel calcio giapponese.

Nel 1986-87 l'ANA si presenta ai nastri di partenza con un nuovo tecnico, Toshihiko Shiozawa e con una rosa fortemente rimaneggiata a causa dei provvedimenti adottati dalla federazione nei confronti della società in seguito ai fatti dell'anno precedente: morale della favola Yokohama si salva nel Gruppo Retrocessione Est, ma per la dirigenza il piazzamento passa in secondo piano, essendo interessata unicamente alla permanenza in JFL (a qualsiasi costo) programmando la rinascita per l'anno successivo. Nel 1987-88 l'ANA Yokohama si lascia alle spalle tutti i problemi e vive una stagione da protagonista, si qualifica per il Gruppo Promozione e lo vince grazie anche al contributo dell'attaccante argentino Nestor Omar Piccoli, ex River Plate. Per sottolineare il definitivo taglio con il recente passato il club predispone l'ennesimo cambio di denominazione sociale passando ad ANA F.C. e investendo efficacemente sul mercato in vista della stagione 1988-89 acquistando tra gli altri  Osamu Maeda, giocatore già nel giro della Nazionale, e gli argentini Jorge Albero e Fernando Moner (ex S.Lorenzo). Il campionato viene vinto dal Nissan Motors (oggi Yokohama F.Marinos) ma la sorpresa della stagione è proprio l'ANA che si piazza 2°, un risultato sensazionale per una neopromossa: Osamu Maeda segna 10 reti, Jorge Albero sforna 8 assist e Moner guida la difesa. Negli anni successivi la squadra resta ai vertici della JSL anche perchè la dirigenza prosegue con la medesima filosofia arricchendo la rosa con innesti di un certo livello come Naoto Otake (1990), Motohiro Yamaguchi (1991) e gli argentini Oscar Acosta (1991 dal Velez) e Silvio Rudman (1991 dall'Independiente).

IL PROFESSIONISMO

Nel 1992 l' ANA FC accetta l'invito della Federazione ad entrare a far parte della JLeague, primo torneo calcistico nipponico a regime totalmente professionistico, la cui stagione inaugurale è programmata per il 1993. Il periodo di transizione si rende necessario per permettere ai teams di organizzarsi attraverso un'attenta fase preparatoria, ricca di cambiamenti importanti come quelli relativi alle strutture societarie, alla organizzazione finanziaria, alla gestione contrattuale dei calciatori, al rinnovo degli stadi, alla ricerca di calciatori-immagine per promuovere il nuovo campionato, per lo più campioni affermati ormai a fine carriera ma dal grande nome e infine al cambiamento delle denominazioni ufficiali dei club che la Lega vuole "formalmente scollegare" dalle grande Compagnie che li hanno fondati. Inizialmente l'ANA decide di ribattezzare la squadra AS FLUGELS con le lettere AS a richiamare le iniziali dei due sponsor principali, l'ANA appunto e SATO KOGYO, importante azienda nipponica attiva nel campo dell'edilizia e delle infrastrutture. La parola FLUGLES invece è tratta dalla lingua tedesca e significa "ali" per sottolineare la sfera d'interesse della proprietà. Il club però viene ufficialmente iscritto alla JLeague con il nome di YOKOHAMA FLUGELS in quanto la Lega ha imposto a tutte le squadre partecipanti di includere nella denominazione la città o la prefettura  sede del team. 

GLI ANNI D'ORO

L'impatto dei Flugels con la neonata JLeague 1993 è ottimo, la società conferma il tecnico Shu Kamo e consolida la rosa, trattenendo tutti i migliori e inserendo il brasiliano Edu (ex Torino) a centrocampo e il paraguayano Amarilla in attacco. Le scelte pagano perché se in campionato matura un più che onorevole 6°posto finale (7°posto in entrambe le Fasi), nelle Coppe invece i Flugels volano: in Coppa di Lega sono costretti alla resa solo in semifinale, piegati 2-1 dai fortissimi Verdy Kawasaki, mentre nella finale di COPPA DELL'IMPERATORE 1993 battono i Kashima Antlers per 6-2 dilagando nei supplementari (doppiette per Edu e Amarilla) e sollevando il trofeo al cielo di Tokyo. Grazie a questo successo Yokohama si guadagna il diritto di partecipare alla Coppa delle Coppe d'Asia esordendo così a livello internazionale. La vetrina continentale finisce per calamitare, forse anche inconsciamente, le energie mentali della squadra che chiude la JLeague 1994 al 7°posto ed esce al 2°Turno in Coppa dell'Imperatore (eliminata 0-2 in casa da Urawa) ma in Asia vola, supera senza meriti gli ottavi a causa del ritiro dell'East Bengals (club indiano) ma nei quarti si fa valere battendo l'Instant-Dict Hong Kong (2-1 fuori e 3-1 in casa) approdando alle fasi finali in programma negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Il sorteggio è fortunato perchè Yokohama evita i padroni di casa dell'Al Shaab e affronta i thailandesi del Telephone O.T. probabilmente la più debole delle quattro semifinaliste. Il pronostico viene rispettato, i Flugels vincono 4-2 e volano dritti in finale proprio contro l'Al Shaab che ha battuto ai rigori gli arabi dell'Al Ittihad in un match lungo e molto dispendioso a livello fisico. La gara conclusiva del torneo va in scena il 22 Gennaio 1995 ed è molto equilibrata: passano in vantaggio i giapponesi al 37' con il difensore centrale Ippei Watanabe ma l'Al Shaab trova il pareggio nella ripresa con Keita. Nei supplementari emerge inevitabilmente la maggior freschezza atletica dei Flugels che rispetto agli avversari, duramente provati dalla semifinale di 2 giorni prima, appaiono più brillanti raddoppiando subito al 95' ancora con Watanabe, vero e proprio eroe di giornata, che già aveva segnato nella finale di Coppa dell'Imperatore 1993 vinta contro i Kashima Antlers. L'Al Shaab è in ginocchio e china la testa di fronte ai Flugels che alzano al cielo di Sharjah AFC COPPA DELLE COPPE 1994-1995.

La JLeague 1995 è la peggiore disputata da Yokohama nella sua storia e questo nonostante gli acquisti roboanti dei brasiliani Evair (ex Atalanta), Zinho (ex Flamengo e Palemiras) e Cesar Sampaio (ex Santos e Palmeiras): il 13° posto finale (su 14 partecipanti) rappresenta un deciso passo indietro, fortunatamente privo di conseguenze per il club che evita la retrocessione, anche se solo grazie al regolamento e alle relative politiche espansionistiche della Lega. Nonostante tutto però i Flugels non restano a bocca asciutta conquistando la primissima edizione della SUPERCOPPA D'ASIA 1995 istituita dalla AFC con l'intento di emulare la più nota Supercoppa Europea. Nelle 2 finali contro i thailandesi del Thai Farmers Bank (vincitori della Coppa Campioni d'Asia 1994-95) Yokohama si dimostra superiore, pareggiando 1-1 in trasferta (gol di Zinho) e vincendo 3-2 in rimonta al Mitsuzawa (reti di Evair, Yamaguchi e Yoshida). Meno fortunato il cammino da detentore  in Coppa delle Coppe: dopo aver brillantemente superato prima gli ottavi, battendo in entrambe le gare i Rangers di Hong Kong (team che si ispira ai più rinomati Rangers Glasgow), e poi i quarti, rifilando un complessivo 7-0 al New Radiant (club delle Maldive), i Flugels si scontrano in semifinale contro il Bellmare Hiratsuka (oggi Shonan) in una sfida tutta nipponica. I Flugels perdono 4-3 ai supplementari lasciando via libera al Bellmare che vincerà il trofeo contro gli iracheni dell'Al Talaba con rete decisiva di Hidetoshi Nakata.

L'anno successivo Yokohama torna a concentrarsi sul campionato uscendo prematuramente in entrambe le coppe, nella fase a gruppi in JLeague Cup e al 4°Turno in Coppa dell'Imperatore (eliminata da Kyoto). La JLeague 1996 riserva però enormi soddisfazioni ai Flugels che giocano il loro miglior campionato di sempre: il mercato non fa registrare colpi clamorosi anzi, sono le cessioni a farla da padrone, su tutte quella di Ippei Watanabe (vedi sopra), il club però riesce a trattenere tutti i brasiliani e affida la panchina al loro connazionale Otacilio. La partenza è super, la squadra gira e chiude il girone di andata al 1°posto con 4 punti di vantaggio su Kashima e 5 su Urawa. Dopo la pausa estiva il rendimento cala leggermente ma i Flugels restano in lotta per il titolo e i tifosi iniziano a sognare. La lotta si circoscrive al trio di testa: Antlers e Flugels primi a quota 63 davanti e Nagoya distanziata di 3 punti. La 29° giornata si rivela decisiva perché registra il crollo dei Flugles, battuti inaspettatamente in casa dal Jubilo Iwata (1-2), e lancia Kashima che nello scontro diretto rifila un netto 4-2 a Nagoya, vola in testa da sola e grazie al vantaggio abissale nella differenza reti può ritenersi già campione. Per ribaltare la situazione Yokohama dovrebbe recuperare più di 10 reti di scarto in una sola gara, impresa impossibile. Nell'ultima giornata i Flugels, altamente demotivati, subiscono un netto 3-0 a Urawa scivolando addirittura al 3°posto visto che nel frattempo i Nagoya Grampus Eight hanno battuto il Cerezo 2-1 assicurandosi la 2°piazza (anche qui per differenza reti). 

Sull'onda dei numerosi successi l'obiettivo del club in vista della JLeague 1997 è quello di confermarsi ai vertici cercando l'impresa (sfumata di un soffio l'anno prima) e nel corso del girone di andata tutto sembra andare secondo i piani: Flugels 2° a 2 punti da Kashima. Purtroppo però, come già accaduto nella stagione precedente, nel ritorno Yokohama subisce un calo, cammino altalenante, partite splendide come il 5-3 rifilato in casa agli Antlers campioni in carica, vittorie risicate come il 2-3 su Kobe fanalino di coda a quota 0 punti, ma anche sconfitte nette come lo 0-2 interno per mano del Jubilo e il derby perso, sempre in casa, contro i Marinos. Svanito il campionato i Flugels si buttano sulle coppe ma anche qui la fortuna non sorride alle "Ali di Yokohama" che in Coppa di Lega si arrendono a Iwata in semifinale (1-0 in casa e 0-2 in trasferta) mentre in Coppa dell'Imperatore raggiungono la finale ma vengono asfaltati 3-0 dai soliti Antlers, ormai diventati una vera e propria "bestia nera".

La JLeague 1998 sarà l'ultima disputata dai Flugels che devono fare i conti con una gravissima crisi finanziaria: inizialmente tifosi e media, tenuti all'oscuro della situazione, guardano al campionato con fiducia anche perché la rosa è stata arricchita dagli arrivi dell'asso portoghese Paulo Futre (ex Porto e Reggiana) e del russo Igor Lediakhov (ex Sporting Gijon). La guida tecnica è affidata allo spagnolo Carles Rexach, ex gloria del Barcelona e compagno del mitico Johan Cruijff prima in campo e poi in panchina. Tutto sembra preludere a una buona stagione ma purtroppo le cose prendono subito una brutta piega: in un contesto di incertezza economica che lentamente comincia ad affiorare e con le prime ipotesi di fallimento che iniziano a far capolino tra gli addetti ai lavori, la squadra stenta, mantiene un onorevole 7° posto in campionato ma progressivamente si sfalda. Carles Rexach lascia dopo il pessimo avvio nella Fase Nicos, sostituito dal suo secondo, il tedesco Gert Engels, mentre in città la preoccupazione dei tifosi si fa sempre più palpabile.

LA FINE

Il 29 Ottobre 1998 i mass media diffondono la notizia della clamorosa fusione tra Marinos e Flugles, cogliendo di sorpresa entrambi i club che avrebbero preferito attendere il temine del campionato prima di diramare il relativo comunicato stampa. Si apprende che la Sato Kogyo, investitore del club insieme all'ANA, ha deciso di interrompere la propria partecipazione nella squadra a causa dei forti dissapori con la dirigenza, non condividendone più operato e strategie gestione, giudicate altamente negative. A quel punto l''ANA si ritrova isolata, unica responsabile dei Flugels, un ruolo che però non è più in grado di sostenere avendo i conti in rosso. L'unica possibilità concreta di salvare il salvabile giunge inaspettatamente dalla Nissan Motors, proprietaria dei rivali Marinos, la quale si accorda con l'ANA per una fusione tra i due club: fusione molto di facciata perchè in realtà i Marinos si accingono a "cancellare" i Yokohama Flugels incorporandone rosa e strutture, concedendo all'ANA una quota di partecipazione vicina al 30% e accettando di anteporre la lettera " F " prima della parola Marinos, mantenendo sostanzialmente il controllo della squadra, lasciando inalterati colori sociali, rosa, stadio e quadri dirigenziali. Per farla breve i Flugels spariscono definitivamente dalla mappa del calcio nipponico. La Lega, invitata dal regolamento a esprimersi in merito, approva l'operazione e annuncia una conferenza stampa in diretta TV, programmata per il 2 Dicembre 1998, durante la quale sarà "spettacolarizzata" la firma sul documento di fusione ad uso e consumo di media e telespettatori.

La notizia si diffonde rapidamente a Yokohama e in tutto il Giappone: i tifosi Flugels sono distrutti, devastati dagli eventi e impotenti di fronte alla realtà, quelli tricolore non si scompongono più di tanto, in fondo la loro squadra resta e i rivali di sempre azzerati. Va detto però della sportività dei supporter Marinos che non infieriscono rispettando il terribile momento dei "colleghi" invitandoli a sostenere da li in poi l'unica squadra rimasta a Yokohama. Purtroppo per come si è sviluppata l'intera vicenda appare arduo ipotizzare che un sostenitore Flugels possa appassionarsi ai nuovi Yokohama F.Marinos: tecnicamente infatti sono i Marinos a incorporarli, quindi i sostenitori Flugles, si ritrovano senza una squadra per cui tifare. In occasione della gara contro il Cerezo Osaka in programma al Mitsuzawa sabato 31 Ottobre 1998 i tifosi Flugels tentano un'ultima mossa, disperata, organizzando una manifestazione di protesta (civilissima, nda) nel piazzale di fronte allo stadio e una raccolta-firme, aiutati tra l'altro anche dai giocatori Flugels, sempre vicinissimi ai propri sostenitori: alla fine le firme saranno circa 620.000 ma non serviranno a nulla. Sul campo i Yokohama Flugels asfaltano il malcapitato Cerezo Osaka per 7-0 (7 reti in 70' e tripletta di Takayuki Yoshida) ma ovviamente non c'è gioia sugli spalti. La squadra vincerà tutti e 4 i restanti match di campionato in un'atmosfera irreale.

IL CANTO DEL CIGNO

Finito il campionato resta da disputare la Coppa dell'Imperatore: al 3°Turno (13 Dicembre) i Flugels superano agevolmente l'ostacolo Otsuka FC (oggi Tokushima Vortis),sconfitto per per 4-2 e al 4°Turno (20 Dicembre) si sbarazzano anche del Ventforet Kofu con un netto 3-0. Il 23 Dicembre il torneo entra nel vivo con i Quarti di finale nei quali il sorteggio abbina ai Flugels il fortissimo Jubilo Iwata e sono in molti a pronosticare un'immediata uscita di scena per Yokohama. Invece facendo leva su uno spirito di gruppo davvero encomiabile i Flugels si impongono per 2-1 volando in semifinale contro i Kashima Antlers, altro avversario sulla carta insidiosissimo che però viene sorprendentemente sconfitto 1-0: da quando è stata annunciata la fusione con i Marinos i Flugles non hanno più perso inanellando 8 vittorie di fila e approdando alla Finalissima in programma come da tradizione il 1 Gennaio 1999 al Tokyo National Stadium, avversario il temibile Shimizu S.Pulse. La giornata è limpida ma molto ventosa e gli spalti gremiti in ogni ordine di posti. Engels si schiera con un coraggioso 3-4-3, una scelta 

    FORMAZIONE TITOLARE

01xxP    NARAZAKI Seigo

04xxD    SATO Jin

07xxD    HARADA Takeo 

13xxD    MAEDA Koji

12xxC    HATO Yasuhiro

05xxC    YAMAGUCHI Motohiro

08xxC    CESAR SAMPAIO 

06xxC    MIURA Atsuhiro

10xxT    NAGAI Hideki

22xxA    KUBOYAMA Yoshikiyo

09xxA    YOSHIDA Takayuki

Allenatore ENGELS Gert

che inizialmente sembra azzardata visto che gli orange passano in vantaggio già al 13' con un gol di testa di Sawanobori imbeccato da destra da un preciso cross di Santos. Lo Shimizu prende coraggio e costruisce altre due limpide palle gol ma Narazaki si oppone da campione. Cesar Sampaio predica calma, la gara è ancora lunga e non bisogna perdere la testa e i fatti gli danno ragione perchè al 44' Kuboyama trova il pareggio con un gol da vero opportunista. Nella ripresa la partita sembra più equilibrata ma con il passare dei minuti Yokohama guadagna terreno, Yamaguchi si rende pericoloso dalla distanza in un paio di occasioni, prologo del 2-1 realizzato da Yoshida: azione di Nagai sulla sinistra, pregevole tocco verso il centro dove il n.9 è lesto a controllare e a spedire il pallone in rete con un destro potente e preciso. Gli S.Pulse accusano il colpo e crollano, incapaci di reagire, trasformando il resto dell'incontro in un mero countdown per tifosi Flugels che al triplice fischio finale possono gioire insieme ai propri beniamini che sollevano il prestigioso trofeo al cielo di Shinjuku. E' il canto del cigno perchè dalla mattina seguente i gloriosi Yokohama Flugels non esistono più.

AVVENIMENTI SUCCESSIVI

Il 1 Febbraio 1999 è la data spartiacque, ultimo giorno di vita ufficiale per i Flugels e il primo per i "neonati" F.Marinos. Alcuni giocatori della rosa vengono aggregati a quella tricolore ma molti altri rifiutano di unirsi ai rivali storici, è il caso di Cesar Sampaio che se ne torna in Brasile, del mediano della Nazionale Motohiro Yamaguchi e del fortissimo portiere Narazaki che firmano per Nagoya, dell'attaccante Kuboyama che si trasferisce allo Shimizu S.Pulse, del mediano Harada che finisce al Cerezo Osaka, del difensore Koji Maeda che se ne va al Jubilo e di Jin Sato, che approda a Kyoto portandosi dietro alcuni giovani del vivaio Flugels tra i quali un promettentissimo Yasuhito Endo, allora 18enne, che diventerà uno dei più importanti giocatori giapponesi di sempre.

Restano i tifosi: la prospettiva di mettersi a tifare F.Marinos è davvero inconcepibile per un vero supporters Flugles. C'è chi preferisce considerare sciolta l'amata squadra rifiutandosi categoricamente di considerarla fusa con i rivali e chi va oltre pensando a una possibilità di rinascita. In questo contesto nasce a Yokohama un movimento, inizialmente moderato ma poi sempre più grande e importante, che mira a fondare un nuovo club cittadino. I tifosi degli ormai scomparsi Flugels si adoperano a raccogliere fondi e donazioni, costituiscono il "Flugels Reconstruction Fund" e arrivano a raccogliere somme rilevanti. Quello che era nato come un sogno quasi impossibile diventa invece in breve tempo realtà: nasce lo YOKOHAMA F.C. (Football Club) che riceve un prestito di 25 milioni di Yen dal "Flugels Reconstruction Fund" e diventa il primo club giapponese posseduto e amministrato dall’azionariato popolare. Pur avendone ereditato lo Stadio e buona parte della tifoseria, per la Lega lo Yokohama FC  deve essere però considerato squadra diversa, scollegata dai Flugels e dal relativo palmares: le vittorie, i dati statistici e i record non verranno aggiunti ai successivi risultati ottenuti dal nuovo club.

Nel 2002 l'ANA scinde definitivamente qualsiasi legame con i Flugels vendendo direttamente alla Nissan Motors l'intera quota di partecipazione nei F.Marinos e uscendo definitivamente dal club.


YOKOHAMA FLUGLES

横浜フリューゲルス


CITTA' PREFETTURA FONDAZIONE COMPAGNIA

YOKOHAMA 横浜市 

KANAGAWA 神奈川県 

1964

ANA         


___________________   PALMARES   __________________

 2 COPPE DELL'IMPERATORE

1993 e 1998

1 AFC COPPA DELLE COPPE

1994

1 A.F.C. SUPERCOPPA

1995


____________________   RECORD   ____________________

Anno DIV POS EC LC    Anno DIV POD EC LC    Anno DIV POS EC LC AFC 
1964 FonD ? nq -   1976 Pref nq   1988 JSL 2 SF  QF  -
1965 Mun ? nq   1977 Pref nq  -   1989 JSL 3 SF  QF  -
1966 Mun nq      1978 Pref nq    1990 JSL 7 QF  SF  -
1967 Mun nq    1979 Pref nq    1991 JSL 8 1R  2R  -
1968 Mun  ? nq    1980 Pref ? nq    JLeague
DIV POS EC JC  AFC
1969 Mun nq    1981 Pref nq    1992 nd - 2R  -
1970 Mun nq   1982 Reg 4 nq    1993 JL W SF   -
1971 Mun  ? nq    1983 Reg 1 nq    1994  JL 2R  QF  W  
1972 Mun  ? nq    1984 JSL2 2 nq  1R    1995  JL 13  2R  nd  W 
1973 Mun ? nq    1985 JSL 12 2R  2R    1996  JL  4R  -
1974 Mun P  nq   1986 JSL2  11 2R    1997  JL 7 SF 
1975 Pref  nq     1987 JSL2  1 nq  SF    1998  JL  W  -

 nd - non disputato         nq - non qualificata         ? - nessuna informazione, se ne hai puoi scriverci QUI


_____________________   STADIO   _____________________

stadio

 

NHK SPRING MITSUZAWA PARK STADIUM

NIPPATSU MITSUZAWA STADIUM

( Capienza 15.046 ) 

〒221-0855 Prefettura di Kanagawa

Yokohama-shi, Kanagawa-ku

Mitsuzawanishi-cho 3 - 1 

 

Foto Wikimedia Commons - Autore: WAKA77

(撮影者自身による投稿

( It took a picture for myself )) [Public domain]


NB: Per tutti i dettagli relativi al Mitsuzawa Park Stadium vedi QUI la pagina dedicata allo Yokohama FC.


______________   COLORI e STEMMA   ________________

 MAGLIA

I colori sociali richiamavano quelli della All Nippon Airways, compagnia proprietaria del club. Il logo utilizzato dai Flugels era uno scudo bianco con bordo blu scuro, con una lettera " F " celeste al centro e la scritta Yokohama, sempre blu scuro, nella parte superiore. Ai lati, a scopo ornamentale, erano posizionati dei rametti di alloro stilizzati anch'essi di colore blu scuro. Prima dell'ingresso della squadra nel calcio professionistico, sulle maglie dei Flugels veniva utilizzato il logo della ANA. 


____________________   MAGLIA   ______________________

 MAGLIA

Maglia 1
Maglia 1

Maglia 2
Maglia 2


__________________   MASCOTTE   ___________________

La mascotte ufficiale del club di Yokohama era Tobimaru とび丸 un beagle umanoide con un casco dotato di ali e occhiali da aviatore. Indossava la maglia della squadra con maniche molto ampie che, se aperte, si trasformavano anch'esse in ali, a rimarcare ulteriormente il significato del nome Flugels. L'aspetto di Tobimaru era molto accattivante e dolce, complice un grande naso rotondo tutto blu e gli occhi grandi e teneri, caratteristiche che hanno contribuito a renderlo uno dei peluche più venduti ed apprezzati tra le mascotte della JLeague, amatissimo in modo particolare dal pubblico femminile.


Foto Wikimedia Commmons di Jorge Cortell [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)]