Dalla natia Sardegna fino all'Indonesia, per Mister Pino Murgia il calcio non ha confini. Il suo percorso professionale lo ha portato a misurarsi a tutte le latitudini applicando una personale metodologia di gioco (il Metodo Globale) e curando la riorganizzazione del settore tecnico, dalla Prima Squadra all'intero settore giovanile, ripianificando la struttura del club. Il compito è stato spesso complicato perché ripartire da zero e ricostruire non è mai facile, soprattutto nel calcio, ma per Murgia e il suo staff non c'è sfida più avvincente e gratificante: veder crescere la squadra, osservare i giocatori applicare sul campo il lavoro svolto in allenamento e il concretizzarsi del gioco, senza dimenticare l'orgoglio e la soddisfazione di lanciare giovani di talento come il centrocampista rumeno Catalin ITU,  classe 99, che in pochi mesi di lavoro è cresciuto a tal punto da ritrovarsi in pianta stabile nella rosa del CFR Cluji, squadra che da 3 anni vince il Campionato Rumeno, allenata dall'ex Genoa Petrescu. 

La storia di Pino Murgia, per tutti "Pinuccetto", inizia ovviamente nell'amatissima Sardegna: muove i primi passi nell'Arbatax FC, a 12 anni segna una tripletta nella finale regionale giovanissimi (che gli vale un provino all'Inter), ma la maggior parte della carriera da calciatore la trascorre indossando la maglia dell Tortolì Calcio, rinomato in tutta la Sardegna grazie alle sue reti direttamente da calcio d'angolo. Nel 1995 si ritira dal calcio giocato e inizia a pensare alla panchina, una scelta che non sorprende più di tanto chi lo conosce perchè già negli ultimi anni da calciatore veniva considerato un vero e proprio allenatore in campo. Il suo percorso da tecnico è ponderato, preparato con cura, senza lasciare spazio all'improvvisazione: passano infatti 4 anni prima di vederlo in panchina con l'Arbatax e poi alla guida della Juniores Regionale del Tortolì con la quale ha un palmares personale di assoluto rilievo con 1 campionato vinto (finora l'unico titolo Regionale Assoluto nella storia del club) e 2 sfiorati per un soffio (a 1 solo punto dal vincitore). Il passo alla guida della prima squadra è l'ovvia conseguenza del l'ottimo lavoro svolto: arriva in finale di Coppa Italia di categoria e realizza il record di punti, attirando l'attenzione dell'Olbia che milita in Serie C. Il presidente Franco Rusconi lo vuole a tutti i costi. Purtroppo Murgia non fa nemmeno in tempo a programmare la stagione, Rusconi è costretto ad abbandonare a causa dell'aggravarsi della sua malattia e il club deve rivedere i propri piani.

Da quel momento il tecnico sardo inizia un percorso internazionale che lo porta dal Vardar Skopje, club più prestigioso della Macedonia, al Pelita Jaya (Indonesia), poi 3 splendide stagioni a Malta partendo dal St.Andrews (dove valorizza il settore giovanile con ben 5 giocatori da lui lanciati che entrano in pianta stabile nella rosa della Nazionale) e chiudendo trionfalmente con lo Sliema Wanderers, portato in Europa League e con le giovanili U19, U17 e U15 portate tutte in finale di FA Trophy nelle rispettive categorie, quasi un record. Dopo una breve parentesi come Direttore al Valletta del Presidente Victor Shiria, Murgia firma per il Birzebbuga San Peter's Fc e l'anno successivo viene chiamato in Romania all'UTA Arad ma non trova l'accordo e accetta la corte dell'Erbil Sport, considerato la "Juve dell'Iraq": anche qui gli viene affidata la pianificazione strutturale del club e offerto un contratto di 5 anni ma alcune problematiche di stampo governativo non danno più le necessarie garanzie e Murgia torna in Italia. 

Trascorre due anni in Toscana prima di sbarcare nuovamente in Romania nel 2018. Le richieste in Italia non mancano ma passano in secondo piano di fronte alla chiamata tanto attesa, quella dal Giappone, un pallino di coach Murgia: a farsi vivo è un club di J2 ma il diffondersi della pandemia purtroppo blocca tutto. Arriva un contatto dall’Ukraina, l'opportunità è buona ma le condizioni contrattuali non soddisfano Murgia e il suo Staff, soprattutto sotto il profilo organizzativo. Resta il sogno Giappone, paese per il quale Murgia nutre un interesse particolare. Abbiamo raggiunto telefonicamente il tecnico sardo, molto cordiale e sempre disponibile a parlare di calcio, che ci ha subito confermato come l'appuntamento con la JLeague sia solo rinviato. La prima, immediata, curiosità riguarda la sua metodologia di lavoro.

Mister Murgia, che cos'è il  "Metodo Globale"?

Penso di essere stato il primo a parlare di Metodo Globale, almeno in Italia. Molti parlano di Periodizzazione Tattica, poi vado a osservare i loro allenamenti e non hanno nulla a che fare con questa Metodologia. Altri parlano di Allenamenti Funzionali, poi vai a vedere e di funzionale al calcio non c’è niente. Il mio Metodo Globale parte da un’idea fissa, riportare tutte le situazioni che potrebbero crearsi durante la partita, in tutte le sue fasi di gioco con tutti i suoi principi e sottoprincipi.

In una seduta di allenamento quanto tempo dedica a questi aspetti?

L'intera seduta, cioè 1h40” - 1h 45” perchè questo ormai è diventato il tempo reale di una partita di calcio. Non separo mai i lavori aerobici, i lavori di forza o rapidità dal Modello di gioco, solo così, allenandoti per 1h45” per 5 o 6 volte alla settimana su come ci si dovrà muovere, cosa si dovrà fare in campo, si può riuscire ad incidere su l’organizzazione di gioco. Nei miei 20 anni da allenatore ho sentito parlare di "Metodo Integrato", di "Allenamenti Funzionali, di Periodizzazione, ecco il mio “Metodo Globale” si differenzia da tutti questi.

Durante la sua carriera le hanno mai proposto o imposto metodologie differenti?

Le rispondo con un aneddoto. Quando arrivai in Liga III in Romania, era fine gennaio, pausa invernale, sul nostro campo alta marea di neve, il presidente è il direttore sportivo mi dissero: Mister da domani per 15 giorni si va in montagna a correre, il campo non ci serve, risposi subito, "bene domani andate a farmi il biglietto per l’Italia, o mi trovate un campo dove poterci allenare entro 2 giorni o vado via".

Tra gli allenatori più conosciuti chi sono i suoi punti di riferimento, a chi si ispira?

Sicuramente José Mourinho, Carlos Queiroz e Victor Frade, i mentori della mia Metodologia. In Italia ho avuto modo di apprezzare il lavoro di Paulo Sousa alla Fiorentina anche lui Portoghese (in quel periodo allenavo vicino a Firenze). Una volta portai il mio Staff a seguire una sua seduta di allenamento, rimasero esterrefatti e mi chiesero: "Ma Mister ci copiano gli allenamenti..” . In Italia ho avuto modo di seguire sempre alla Fiorentina, la qualità del lavoro di Stafano Pioli, infatti non mi sorprendono affatto gli ottimi risultati che sta ottenendo con il Milan.

Cosa pensa abbia spinto i club che ha allenato a contattarla e ad affidarle la panchina?

La qualità del mio lavoro e il mio Metodo Globale. Credo abbiano notato la mia dedizione totale al progetto programmato con la dirigenza del club che mi assume e al conseguimento degli obiettivi.

Perchè il Giappone? Cosa la attira in particolare?

In questi due anni ho avuto modo di seguire i 3 campionati Giapponesi, la palla viaggia velocissima, sempre rasoterra come piace a me,  mi ha colpito l'intensità di gioco e di manovra, con finalizzazioni e gesti tecnici di livello importante.

Qualis sono le squadre giapponesi che l'anno colpita maggiormente?

Le vincitrici dei rispettivi campionati, Kawasaki Frontale in J1, Tokushima Vortis in J2 e Blaublitz Akita in J3, per la qualità del gioco espresso hanno dimostrato di meritare il 1°posto. A queste mi lasci aggiungere i Nagoya Grampus, Ficcadenti ha fatto un grandissimo lavoro, in poco tempo ha cambiato il volto della squadra e ha gettato basi concrete per un futuro roseo. Complimenti davvero.

Su quale aspetto le squadre giapponesi in generale dovrebbero lavorare più intensamente?

Dovrebbero continuare sulla strada intrapresa, magari migliorando nella qualità del lavoro settimanale dedicando l'intera settimana al "modello di gioco", credo che attraverso questo tipo di attenzione si possa arrivare ad un ulteriore step a livello di organizzazione di gioco. 

C'è un club in particolare che le piacerebbe allenare?

Io mi sono letteralmente innamorato del calcio giapponese, mi piacerebbe un club con un progetto organizzativo che vada dalla 1°squadra al settore giovanile, indipendentemente che sia un club di J1, J2 o di J3......quello che conta per me è il progetto. (M.A.P.)

                                                                                                                                                               Gennaio 2021


PINO MURGIA

Data di nascita: 13/10/1964

Luogo di nascita: Lanusei (Italia)

Nazionalità Italiana

Lingue: Italiano, Inglese

Anno            Nazione Squadra                             
99/00    ITALIA Arbatax Fc
00/01    ITALIA Tortoli Juniores
06/08    ITALIA Tortolì Juniores
09/11    ITALIA Tortoli Calcio
11/12    INDONESIA Pelita Jaiya
12/13    ITALIA Barisardo
13/14    MALTA St.Andrews 
2014    MALTA Sliema W. 
14/15    MALTA B.St.Peters Fc
15/16    IRAQ Erbil SC
16/17    ITALIA Montemurlo
17/18    ITALIA Montecatini
18/19    ROMANIA Unirea Dej
19/20    ITALIA Fonni Calcio
20/21              ?  


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