Lo sciopero dei calciatori dell'ANA Yokohama

LO SCIOPERO DEI CALCIATORI DELL' ANA YOKOHAMA

Lo Stadio Nishigaoka di Yokohama - Foto Wikimedia Commons di Waka77 (CC0)


di Mario A.Persegani

La All Nippon Airways, universalmente conosciuta come ANA, è una delle compagnie aree più importanti del mondo, opera a livello Internazionale ma concentra il proprio traffico soprattutto in Giappone dove per importanza è seconda solo alla Japan AirLines (JAL),  pur essendo leader indiscussa in termini di flotta. Come tutte le grandi compagnie nipponiche anche la All Nippon Airways ha avuto un proprio team aziendale, una prassi diffusissima negli anni 70-80 e che ha costituito l'ossatura della massima serie  fino alla nascita della JLeague: quella squadra era l'ANA YOKOHAMA anche se lo scelta della denominazione sociale non è stata semplice per la proprietà essendo maturata attraverso complicati mutamenti societari e percorsi a dir poco tortuosi (vedi in merito la Storia degli Yokohama Flugels QUI). All'inizio degli anni'80 la squadra vive un momento molto positivo scalando rapidamente le gerarchie del calcio giapponese passando dai tornei Prefetturali a quelli Regionali fino ad approdare in 2°Divisione della Japan Soccer League (JSL) nel 1984 e raggiungendo il massimo livello con la promozione in 1°Divisione nel 1985: risultati certamente sorprendenti ma perfettamente in linea con le ambizioni e gli investimenti dell'ANA che, con una certa lungimiranza e indubbia competenza, indovina anche le scelte tecniche e gli investimenti sul mercato assemblando un'ottima rosa.

In quel periodo il calcio nipponico era formalmente "non professionistico" anche se nella realtà la situazione era ben diversa in quanto le grandi imprese proprietarie delle squadre iniziarono ad affiancare ai propri impiegati in rosa anche giocatori con contratti particolari, simili a quelli di un normale dipendente ma con clausole molto più favorevoli ed esclusive, come quella di prestare la propria opera "limitatamente all'attività sportiva" e con uno stipendio molto più elevato. Questo tipo di escamotage permise ai club di aggirare la normativa della JFA (Japan Football Association, organo sportivo responsabile della Nazionale e del calcio in Giappone) senza incorrere in sanzioni, grazie soprattutto a una falla presente nel regolamento: il testo infatti indicava inequivocabilmente il dilettantismo come unico regime contrattuale ma poi non specificava chiaramente il tipo di contratti da applicare ai tesserati. Per i club più abbienti divenne quindi prassi diffusa allestire rose con "professionisti mascherati da dilettanti": emblematici a tal proposito gli esempi riguardanti lo Yomiuri Verdy (oggi Tokyo Verdy e ai tempi senza dubbio il club più ricco del paese) del 1985/86 composto quasi esclusivamente da giocatori con contratti simili a quelli di un professionista e il Nissan Motors (oggi Yokohama F.Marinos) che nella stessa annata contava in rosa 11 calciatori con contratti da professionista. Per rendere concretamente l'idea delle differenze tra i contratti, al Nissan un calciatore impiegato dilettante aveva uno stipendio di circa 6,5 milioni di Yen all'anno mentre un professionista di alto livello poteva arrivare anche a 12: punta dell'iceberg il contratto di Kazushi Kimura che nella già citata stagione 1985/86 è arrivato a percepire una retribuzione di circa 13 milioni di Yen. 

Anche l'ANA Yokohama decise di sviluppare una politica contrattuale di questo tipo, iniziando in modo piuttosto blando nel 1982/83 ma arrivando nell'1985/86 ad avere una rosa con 17 giocatori professionisti su 26, tutti con contratti dallo stipendio quasi doppio rispetto agli altri 8 e con trattamenti privilegiati sotto il profilo fiscale e sanitario (senza contare gli innumerevoli benefits relativi a biglietti aerei, automobili, abitazioni di lusso, ecc.): per citare un esempio piuttosto noto il centravanti João Dickson Carvalho beneficiava di uno stipendio annuo di circa 6 milioni di Yen, mentre quello di un compagno di squadra dilettante non superava i 3,7 milioni. 

Logico che differenze di trattamento così palesi non fossero gestibili a lungo, infatti i primi malumori iniziano presto a serpeggiare tra i giocatori meno pagati, i quali però non puntano il dito contro i compagni, giustamente, ma contro la società ANA che inizialmente abbozza sperando che il malcontento si affievolisca senza particolari ripercussioni ma poi, viste le continue frizioni, decide di usare il pugno di ferro: dopo la sconfitta contro il Nissan (23 Febbraio 1986) che decreta la matematica retrocessione in 2°Divisione la dirigenza emette un duro comunicato con il quale annuncia una rivoluzione in rosa in vista della prossima stagione, con chirurgica epurazione proprio dei 9 giocatori “riottosi”. L’atteggiamento intransigente della società porta alla chiusura totale dei rapporti con i giocatori i quali, dopo aver ribadito di non pretendere la parità di trattamento ma almeno un’avvicinamento alle condizioni contrattuali dei professionisti, interrompono qualsiasi atteggiamento collaborativo arroccandosi sulle proprie posizioni.

La situazione di stallo perdura fino a Sabato 22 Marzo 1986, giorno in cui è in programma il 22° e ultimo turno di Japan Soccer League, l’ANA Yokohama affronta il Mitsubishi Heavy Industries (oggi Urawa Reds) al Nishigaoka Stadium di Tokyo: il campionato dell’ANA è ormai segnato visto che la squadra, vera e propria cenerentola del torneo (chiuderà con soli 5 punti e una differenza reti di -41), è da tempo destinata alla retrocessione. La gara sarà solo l’occasione per salutare i due brasiliani, Jair Masaoka (destinato al Chuo Bohan, predecessore dell’attuale Avispa Fukuoka) e Joao Dickson Carvalho (che invece ha annunciato il ritiro), giocatori che si accingono a disputare l’ultimo incontro con la casacca dell’ANA. Anche per gli avversari l’incontro non riveste particolare significato perché il 7°posto in classifica li mantiene ampiamente fuori dalla lotta salvezza e allo stesso tempo non da più alcuna chance di inseriremento al vertice: l’unico dato degno di nota, sottolineato con una certa enfasi sia dai media che dai tifosi del Mitsubishi, è a livello statistico e riguarda la 100° presenza con la maglia numero 8 del mediano Atsushi Natori. 

Il fischio d’inizio è previsto per le 14h30 ma pochi minuti prima dell’ingresso in campo alcuni giocatori di Yokohama abbandonano il Nishigaoka Stadium lasciando la squadra con soli 8 giocatori di movimento e 2 portieri attuando uno sciopero, in aperta protesta nei confronti della dirigenza. Secondo il regolamento la gara sarebbe da sospendere rinviando alla Lega decisioni e provvedimenti da assumere, tuttavia l’arbitro Okaya tentenna anche perché il pubblico (circa 800 spettatori) protesta e le autorità presenti si rimbalzano le responsabilità. Si decide di giocare e il Mitsubishi si impone agevolmente 6-1 ma il risultato è fortemente condizionato dallo schieramento dell’ANA:  l’allenatore Kurimoto è infatti costretto a mandare in campo una formazione composta da soli 10 giocatori, di cui 2 portieri (Takeshi Oe nel suo ruolo e Koji Osawa come punta) e con la maggior parte degli uomini impiegati in ruoli diversi da quelli solitamente occupati in carriera. Curiosamente il gol della bandiera di Yokohama viene segnato proprio dal portiere-attaccante Koji Osawa.

L’accaduto suscita subito grande scalpore: il presidente federale Hiraki, la dirigenza ANA e una parte dei media stigmatizza il gesto ritenendolo decisamente sfavorevole all’immagine del calcio nipponico mentre alcuni organi di stampa, più inclini al compromesso, decidono di approfondire i motivi dell’accaduto intervistando i giocatori coinvolti (che confermarono le ragioni alla base dell’abbandono dello Stadio) e invitando tutto il movimento a riflettere sulla situazione contrattuale vigente.

Tre giorni dopo la partita la JSL apre formalmente un’indagine sull’accaduto: dirigenza e giocatori vengono convocati e ascoltati ma già ai primi di Aprile il presidente della Lega Kenji Mori dirama un comunicato nel quale sostanzialmente "decide di non decidere" rinviando il caso in Federazione e investendo della questione la JFA che forma immediatamente un’apposita commissione per valutare gli eventi. Emerge subito come il comportamento dei giocatori sia legato a filo doppio con l’atteggiamento societario. Il consiglio della JFA si riunisce una prima volta il 17 Aprile ed emette un provvedimento di squalifica a tempo indeterminato nei confronti dei giocatori conivolti e pochi giorni dopo, il 22 Aprile, al termine di un’altra seduta viene decisa la squalifica dell’Ana Yokohama da tutte le conpetizioni nazionali per 3 mesi. La dirigenza non ci sta, invoca la revoca della squalifica e chiede udienza alla JFA portando argomentazioni a proprio favore come ad esempio il fatto di aver preso provvedimenti adeguati nei confronti dello staff e dei dirigenti responsabili (tra i quali l’allenatore Kunimoto licenziato in tronco il 31 Marzo) e soprattutto l’impegno solenne di riportare equilibrio tra gli stipendi dei giocatori. Quest’ultima promessa in particolare si rivela decisiva perché il 28 Giugno la JFA revoca la squalifica anche se in modo parziale visto che il veto della JSL impedirà all’ANA di partecipare all’imminente Coppa di Lega 1986 che prende il via il 29 Giugno (e che sarà vinta dalla Furukawa Electric, oggi JEF United). Il clamore suscitato dallo sciopero dei calciatori ANA porta la JFA a rivedere le norme relative al contratto dei calciatori avviando una riforma della materia e deliberando nuove norme volte a tutelare maggiormente i giocatori non professionisti. 

Alla fine del 1986 i giocatori squalificati fondano lo YSCC (Yokohama Soccer & Culture Club) che oggi milita in J3 ( e che nel 2002 ha cambiato la parola Soccer con Sports), ma devono attendere 3 anni per ottenere la sospensione della pena (1989 ) e addirittura il 2012 per l’annullamento della squalifica.

La partita ANA Yokohama-Mitsubishi Heavy Industries del 22 Marzo 1986 è ancora oggi ricordata come l’evento fondamentale per l’introduzione del professionismo puro nel calcio giapponese e il primo mattone per la nascita della futura JLeague.

 

________________________   IL TABELLINO DELLA GARA   _____________________


A.N.A.

YOKOHAMA


1

64' Osawa

 

 

 


FORMAZIONE
R N   Giocatore Gol Sub
P 1   OE Takeshi    
D 16   UMEDA Miichiro    
D 11   KAWASAKI Mikiyo    
D 29   OFUCHI Ryusuke    
D 20   KISHIDA Hiroshi    
C 17   KATO Masaaki    
C 13   SHICHIJO Ichiro    
C 10   MASAOKA Jair    
A 9   CARVALHO J.D.    
A 19   OSAWA Koji 64'  
- -    -    
           
                    Panchina    
- -   -    
- -   -    

Allenatore: KURIMOTO Naoki


MITSUBISHI

HEAVY INDUSTRIES


6

11', 41' e 54' Hara

19' Hirose

40' Nakamura

56' Yoshida


FORMAZIONE
R N   Giocatore Gol Sub
P 1   TAKAHASHI Hiroyuki    
D 3   SAITO Kazuo    
D 4   SUZUKI Kunihiko    
D 7   MATSUNAGA Masatoshi   63'
D 16   MIYAZAKI Yoshimasa    
C 8   NATORI Atsushi   46' 
C 20   HIROSE Osamu 19'  
C 13   NAKAMURA Shuzo 40'  
C 16   TSUJIYA Hiroyuki    
A 9   HARA Hiromi 11', 41', 54'  
A 15   YOSHIDA Yasushi 56'  
           
                           Panchina    
D 12   TAGUCHI Makoto   63' 
A 11   KAWAZOE Koichi   46' 

Allenatore: DAINI Kuniya