LA MIGLIORE   LA RIVELAZIONE   LA CONFERMA   LA DELUSIONE
FC TOKYO    YOKOHAMA F.MARINOS   KASHIMA ANTLERS   URAWA REDS

VEDI QUI  TUTTI I RISULTATI E LE CLASSIFICHE E  QUI LA PRESENTAZIONE SQUADRA CAMPIONE


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
7  

 Kota Mizunuma (7 gol)

  Hiroshi Kiyotake   Koji Suzuki   Ayumu Seko

 Posizione: 5  Punti: 59   

Vinte: 18   Pareggiate: 5  Perse: 11   

Gol Fatti: 39   Gol Subiti: 25   Differenza: +14

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi 

4-2 in trasferta da Sagan Tosu

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Preliminari Playoff da Fc Tokyo

1-0 a Tokyo e 1-1 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

La prima stagione di Lotina è stata positiva, la squadra è partita malissimo faticando a digerire il 3-4-2-1 proposto dall'allenatore che non si è intestardito ed ha optato per un più congeniale 4-4-2, mantenuto anche dopo l'infortunio del bomber Tokura: il tecnico iberico ha fatto leva sulla duttilità di Okuno, affiancato a Bruno Mendes nel nuovo modulo ma in grado di arretrare efficacemente tornando a fare il trequartista in caso di necessità. I risultati si sono visti perché il Cerezo, grazie a uno splendido finale di torneo, si è piazzato 5° superando il 7° posto ottenuto nel 2018 e blindando la difesa che con soli 25 gol subiti si è rivelata la migliore del torneo. Sarà invece necessario incrementare la capacità di andare a rete, tecnico e società dovranno guardare al mercato internazionale perchè l'impressione è che a questa squadra manchi solo un attaccante di livello per fare il definitivo salto di qualità. Pochi rimpianti per in Coppa di Lega mentre in Coppa dell'Imperatore il Cerezo avrebbe dovuto far meglio, non si può uscire con il modesto Sagan Tosu di questa stagione permettendogli di perforare 4 volte la difesa meno battuta del campionato. 

NOTE POSITIVE

Miglior difesa del 2019, solida base sulla quale iniziare a costruire una squadra che già quest'anno si è dimostrata interessante. La linea a 4 è la stessa della scorsa stagione con l'aggiunta di Ayumu Seko, classe 2000 prodotto delle giovanili che ha iniziato a "studiare da grande" affiancando Jonjic e Kimoto e destando un'ottima impressione per carattere e buona continuità. Per quanto riguarda gli altri reparti le partenze di una star come Yamaguchi a centrocampo e di un centravanti dotato come Sugimoto in attacco sono state assorbite benissimo con l'inserimento di FujitaKen Tokura, ad affiancare rispettivamente Souza in mediana e Bruno Mendes in attacco. La linea dei trequartisti è da tempo l'arma in più dei sakura: il capitano Hiroshi Kiyotake e la stella Yoichiro Kakitani ad alternarsi sulla destra nel ruolo di fantasista, Kota Mizunuma a maramaldeggiare sulla destra e il già citato Hiroaki Okuno, acquistato a Gennaio dal Vegalta Sendai, in posizione più centrale a muoversi tra centrocampo e attacco.

NOTE NEGATIVE

La falsa partenza probabilmente è costata il 3°posto che, risultati alla mano, era ampiamente alla portata o quantomeno un obiettivo da provare a raggiungere anche perché il Cerezo non si è dimostrato troppo lontano dal livello delle prime, analisi comprovata dal fatto di aver battuto 2 volte i F.Marinos futuri campioni, sia in casa che in trasferta (insieme allo Shimizu le uniche a riuscirci in questo 2019). L'attacco è decisamente migliorabile, serve qualcuno in grado di finalizzare il brillante lavoro svolto dai trequartisti: a tal proposito preoccupa parecchio il pesante infortunio di Tokura (crociato), sia per l'età del centravanti (33 anni) con tempi di recupero ancora da definire, che per il flop del suo successore Koji Suzuki, acquistato in estate da capocannoniere di J2 dal sorprendente Ryukyu ma che a Osaka si è spento, confermando i giudizi negativi di chi non lo riteneva un elemento in grado di ripetersi in J1.

 

 


CONSADOLE SAPPORO

VEDI LA PAGINA DEDICATA ALLA SQUADRA 

 

Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
6,5  

 Musashi Suzuki (13 gol)

  Akito Fukumori   Yoshiaki Komai   Daiki Suga

 Posizione: 10  Punti: 46   

Vinte: 13   Pareggiate: 7  Perse: 14   

Gol Fatti: 54   Gol Subiti: 49   Differenza: +5

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata al 2° Turno

2-4 in casa da Honda Fc

COPPA DI LEGA

FINALISTA

Sconfitta ai rigori da Kawasaki Frontale

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Sapporo non è riuscita a ripetersi sui livelli del 2018, ha vissuto quasi tutto il campionato al 7° - 8° posto, che forse sarebbe stato il piazzamento finale più giusto, ma purtroppo un brutto girone di ritorno ha relegato i rossoneri in 10° posizione, dietro a Gamba, Vissel e soprattutto alla neopromossa Oita. Il Consadole ha mantenuto credo tattico e interpreti del campionato scorso ma stavolta Mihailo Petrovic ha un po' perso il polso della squadra sbandando vistosamente nelle ultime giornate, vero che il calendario non si presentava agevole ma anche nell'unica gara che sulla carta poteva regalare soddisfazioni il club di Hokkaido ha toppato alla grande, uscendo sconfitto 1-2 dal Sapporo Dome per mano del Jubilo Iwata, ultimo in classifica e in piena crisi da retrocessione. A parziale attenuante il fatto che il Consadole nel medesimo periodo ha provato a vincere finalmente un trofeo, concentrandosi principalmente sul cammino in Coppa di Lega, un'occasione troppo ghiotta per non farsi ingolosire: purtroppo è andata male ma quando in finale si arriva ai calci di rigore, per giunta a oltranza, tutto può succedere e non bisogna avere troppi rimpianti.

NOTE POSITIVE

Modulo collaudato, interpreti che mandano ormai la lezione a memoria, Sapporo ha un impianto di gioco affidabile con una difesa schierata a 3, un centrocampo ben amalgamato e un tridente d'attacco in grado di combinare tecnica, forza e pericolosità in area. La difesa è il reparto chiave del Consadole: davanti al portiere sudcoreano Gu troviamo il connazionale Kim Min-tae, il promettente Ryosuke Rindo, 23 anni, prodotto del vivaio che agisce principalmente sul centro destra e Akito Fukumori, vero punto fermo della retroguardia che anche quest'anno ha mostrato costanza, sicurezza, pulizia negli interventi e un contributo significativo in zona gol grazie alla sua abilità sui calci piazzati. A far legna a centrocampo il mediano Kazuki Fukai coadiuvato da Miyazawa e Arano che oltre a dividersi minutaggio e fascia da capitano hanno in comune anche la provenienza dall'Academy del club di Hokkaido. Anche il centrocampista sinistro Daiki Suga è cresciuto nelle giovanili rossonere: da un paio d'anni sta mostrando progressi continui e per certi versi sorprendenti abbinando doti di corsa e copertura a spunti tecnici davvero interessanti, un crescendo sfociato nella convocazione in Nazionale con tanto di gol all'esordio nel 5-0 contro Hong Kong. A destra l'annata negativa di Komai, titolare nel 2018, ha costretto il Consadole ad arretrare il raggio d'azione del brasiliano Lucas Fernandes (con Shirai a fungere nuovamente da rincalzo) sfruttando all'ala destra nel tridente offensivo il connazionale Anderson Lopes oppure, quando il centravanti è stato Jay Bothroyd, scalando nel ruolo il bomber Musashi Suzuki, capocannoniere interno stagionale. A sinistra altra stagione positiva per il thailandese Songrkrasin, non straripante come l'anno scorso ma ancora inamovibile per il tecnico Petrovic. A livello tattico da segnalare la strapotenza rosssonera nel gioco aereo in entrambe le aree: quando Sapporo può sfruttare i calci piazzati, magistralmente battuti da Fukumori o Miyazawa, la batteria di aitanti saltatori che si presenta davanti ai difensori avversari fa davvero paura, ma anche a palla in movimento ogni cross per le punte è un potenziale pericolo visto che ai tre attaccanti Suzuki, Anderson Lopes e Bothroyd non mancano certo centimetri e fiuto del gol. 

NOTE NEGATIVE

Il campionato nel complesso sarebbe da 6 scarso ma va riconosciuto mezzo punto in più per il raggiungimento della finale di Coppa di Lega che resta un risultato di tutto rispetto (e prima finale nella storia del club). Come accennato sopra Petrovic non è stato in grado di replicare la continuità di prestazione dello scorso anno andando in seria difficoltà nel finale. Dietro più o meno la squadra è rimasta sui livelli del passato, davanti ha segnato anche più gol ma nonostante tutto sono arrivati meno punti e più sconfitte ed il tecnico serbo avrà parecchio lavoro da svolgere in inverno per capirne le motivazioni e studiare gli eventuali accorgimenti. Individualmente ha deluso Komai che lo scorso anno era l'indiscusso titolare sulla fascia destra, calcata magistralmente per tutto il torneo al punto da portare la società a trasformare il prestito da Urawa in acquisto definitivo: da quel momento però sono iniziati i problemi, prima un infortunio al menisco che si è complicato allungando i tempi dei recupero, poi un primo tentativo di ritorno naufragato quasi subito con il riacutizzarsi dei dolori al ginocchio, poi a Ottobre un altro tentativo di rientro sfociato nell'ennesimo ritardo di condizione che si è trascinato inesorabilmente fino alla conclusione del campionato. Komai ha 27 anni, il tempo per lasciarsi alle spalle il 2019 e provare a tornare sui livelli consueti c'è, la fiducia della società anche, ma il 2020 sarà un anno decisivo per la sua carriera perché a Sapporo non possono permettersi un altro passaggio a vuoto e se si ripresenteranno problemi è probabile che già nel mercato estivo possa cambiare definitivamente aria. 

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
8  

 Diego Oliveira (14 gol)

  Diego Oliveira   Campionato   Tsuyoshi Watanabe

  Posizione: 2  Punti: 64   

Vinte: 19   Pareggiate: 7  Perse: 8  

Gol Fatti: 46   Gol Subiti: 29   Differenza: +17

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata al 3° Turno

0-1 in casa da Ventforet Kofu

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Quarti da Gamba Osaka

1-0 a Osaka e 2-1 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Mai così vicini al titolo! La stagione di Tokyo è stata splendida, la squadra ha dominato a lungo il campionato giocando un ottimo calcio e risultando la squadra migliore del torneo, a 3 turni dalla conclusione era ancora in testa da sola ma ha pagato caro l'appannamento nelle ultime giornate permettendo ai F.Marinos rimonta e sorpasso. Il finale amaro non deve però offuscare il giudizio su una squadra che ha saputo esprimersi su livelli molto alti, forse più che negli ultimi 3 turni (2 pareggi interni e la sconfitta all'ultima giornata comunque ininfluente) il campionato è stato perso in autunno quando Tokyo ha impattato 0-0 con la neopromossa Yamaga (in zona retrocessione) e perso inopinatamente a Tosu contro un Sagan in grande difficoltà, passato sul 2-1 al 95' con Kanai. Due vittorie, ampiamente alla portata, avrebbero fiaccato il morale delle inseguitrici e forse oggi parleremmo di un esito diverso. 

NOTE POSITIVE

Miglioramento generale sia sotto il profilo dei dati statistici che di squadra, la difesa ha concesso pochissimo (solo il Cerezo ha fatto meglio) abbinando certezze come il portiere Hayashi, il centrale Morishige e il talento Muroya (pronto per l'Europa) a elementi di grande prospettiva come il terzino sinistro Ryoya Ogawa (23 anni) e soprattutto l'altro centrale Tsuyoshi Watanabe (22) che ha già esordito in Nazionale nel 5-0 rifilato a Hong Kong. A centrocampo Hashimoto svolge principalmente un lavoro di interdizione e recupero palla mentre Takahagi è più proiettato verso la costruzione e la regia anche se va detto che entrambi sanno svolgere egregiamente entrambi i compiti. A sinistra il capitano Higashi e a destra Omori (o Mita quando Hasegawa vuole maggiore copertura), garantiscono qualità e fantasia al servizio delle due punte, Kensuke Nagai che alla soglia dei 30 anni ha dimostrato costanza e regolarità andando a segno 9 volte e fungendo da spalla ideale a Diego Oliveira, il giocatore chiave del'attacco rossoblù: da quando è arrivato a Tokyo il brasiliano ha compiuto un ulteriore salto di qualità, mostrando tecnica, leadership e continuità di rendimento, caratteristiche già intraviste in maglia Reysol anche se troppo spesso a corrente alternata. Anche quest'anno Diego è andato in doppia cifra in fatto di gol senza lesinare energie nel supporto alla squadra e nella ricerca del dialogo con i compagni d'attacco: peccato l'infortunio al ginocchio rimediato alla penultima giornata sul finire del primo tempo della gara interna contro Urawa (1-1) con tempi di recupero che sono ancora da stabilire, la speranza è che possa essere in campo alla ripresa del campionato ma l'impressione è che per non correre rischi la dirigenza di Tokyo debba trovare un sostituto all'altezza intervenendo sul mercato.

NOTE NEGATIVE

L'unica nota negativa di questo 2019 è l'aver perso il campionato perché per il resto ha Tokyo ha disputato la miglior stagione di sempre in J1. Le basi per ripetersi ci sono tutte, il tecnico Hasegawa dovrà fare in modo che la squadra non si perda proprio nei momenti cruciali e la società dovrà mettergli a disposizione una panchina più profonda in modo da innalzare ulteriormente la qualità della rosa anche perché il già citato infortunio del brasiliano Diego Oliveira non consente di dormire sonni tranquilli. Pessima prestazione invece in Coppa dell'imperatore con l'eliminazione in casa per mano del Ventforet Kofu, squadra di J2 nettamente inferiore ai rossoblù.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
6  

 Ademilson (10 gol)

  Yasuhito Endo   Coppa dell'Imperatore   Ryu Takao

  Posizione: 7  Punti: 47   

Vinte: 12   Pareggiate: 11  Perse: 11  

Gol Fatti: 54   Gol Subiti: 48   Differenza: +6

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata al 3° Turno

0-2 in casa da Hosei University

COPPA DI LEGA

Eliminata in Semifinale da Consadole Sapporo

2-1 in casa e 1-0 a Sapporo

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Anche quest'anno il Gamba ha disputato due campionati in uno replicando di fatto la stagione passata e per certi versi anche il 2017: partenza negativa, girone di andata pieno zeppo di sconfitte con pochissimi punti e poi un girone di ritorno molto concreto rialzando la testa e onorando il blasone nella fase finale. Logico che con una simile divario di prestazioni e questo tipo di incostanza non si possano raggiungere risultati abbastanza positivi da pensare di alzare un trofeo, che manca da 5 anni (Coppa dell'Imperatore 2015), o di vincere la J1 con l'ultimo titolo datato 2014, tempi lunghissimi per un club ricco e ambizioso come il Gamba. A livello statistico qualche miglioramento c'è stato dal 10° posto di 3 anni fa al 9° dello scorso anno anche se a ben guardare i punti ottenuti sono più o meno gli stessi. E' aumentata la capacità realizzativa e questo senza creare difficoltà alla difesa che si è mantenuta sui livelli del 2018, anche se va detto che subire 48 gol vuol dire tenere medie da bassa classifica e su questo Tsuneyasu Miyamoto è chiamato ad intervenire perché se riuscirà a trasformare qualche pareggio di troppo in vittoria la classifica cambierà: spesso Osaka si è fatta raggiungere in extremis da formazioni nettamente inferiori (1-1 in casa col Jubilo Iwata, pareggio subito al 95') e in altri casi ha gettato al vento successi prestigiosi (1-1 in casa con Hiroshima, pareggio subito al 93' o il 2-2 di Kobe quando vinceva 0-2 a 10' dalla fine), nel calcio capita su questo siamo d'accordo ma sarebbe bastata una maggiore concentrazione nei momenti cruciali per parlare di un campionato diverso, con tutta probabilità a ridosso dei rivali del Cerezo. A proposito, pari e patta anche nei due derby di cmapionato, come sempre sentitissimi, con il Gamba che si impone in casa (1-0, Kurata al 55' e vittoria scacciacrisi) ma crolla in trasferta (netto 3-1). Molto male il cammino in Coppa dell'Imperatore ma ne parliamo nelle note negative. Impossibile per la dirigenza riuscire a trattenere la stellina Ryotaro Meshino, quando a un club di J1 arriva un'offerta del Manchester City bisogna accettarla.

NOTE POSITIVE

Miyamoto ha avuto gli stessi problemi di Levir Culpi nel 2017 ma almeno ha saputo correggere la rotta passando dalla difesa a 4 ad un più redditizio modulo a 3 con un centrocampo più corposo formato da 5 uomini e i risultati gli hanno dato ragione: obiettivo 2020 evitare la recidiva e partire meglio cercando di entrare nella lotta per il titolo. L'eterno, inossidabile Yasuhito "Yatto" Endo, uomo per il quale a Osaka sono ormai a corto di aggettivi, è stato per l'ennesima volta il motore del centrocampo nerazzurro, grazie alle sue indiscusse doti di regia, leadership e visione di gioco e alla soglia dei 40 anni non si può proprio chiedere di più, peccato solo che prima o poi sarà necessario trovare un sostituto perché il momento del ritiro definitivo è sempre più prossimo. In difesa insieme al solito Genta Miura, come sempre affidabile, si è messo in luce Ryo Takao (23 anni) che con il passaggio allo schieramento a 3 non è più uscito di squadra tirando la carretta per tutto il campionato, solo nelle ultime partite Miyamoto gli ha concesso di tirare un po' il fiato utilizzando Suganuma. Ottimo l'attacco nonostante la cessione estiva di Hwang al Bordeaux che è stata subito colmata con il ritorno di Usami, degno sostituto (e forse anche qualcosa di più) al fianco del brasiliano Ademilson, tornato a disputare una stagione intera dopo 4 anni. In mezzo citazione d'obbligo per Onose, per Kurata e per il ritorno all'ovile del mediano Ideguchi che in Europa (Leeds e prestiti in Spagna e Germania) non ha convinto in pieno. Infine da osservare attentamente l'evoluzione di Yuya Fukuda, 20 anni, che a causa dell'infortunio di Fujiharu si è ritrovato improvvisamente titolare senza sfigurare e guadagnandosi anche la convocazione in Nazionale U22.

NOTE NEGATIVE

Per il secondo anno di fila il Gamba è uscito in Coppa dell'imperatore nei turni preliminari e per mano di formazioni universitarie: in tempi come questi dove il club è ben lontano da poter vincere il campionato, le Coppe Nazionali rivestono una grandi importanza e non ci si può permettere di uscire in questo modo se si vogliono mettere trofei in bacheca. Nel 2018 i nerazzurri avevano fatto una pessima figura uscendo al 2° Turno, sconfitti in casa ai supplementari (1-2) dalla modesta Gakuin University e quest'anno hanno fatto pure peggio perché l'eliminazione è avvenuta sempre al Suita Stadium con un netto 0-2 subito dalla Hosei Unieversity che ha dominato nettamente con 1 gol per tempo. Attenuanti zero! Individualmente da bocciare Susaeta, arrivato in estate con l'obiettivo di portare un valore aggiunto all'ala destra: all'Athletic Bilbao con Munain ha sviluppato per lungo tempo l'azione sulle fasce offensive, ma ad Osaka non si è ambientato e non ha retto l'impatto con il calcio nipponico, per lui più competitivo del previsto, racimolando qualche presenza, una manciata di minuti complessivi e, come logica conclusione, lo svincolo perché il Gamba ha deciso di lasciarlo libero a fine stagione rinunciando all'opzione di rinnovo per la stagione 2020.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   Le delusioni   La promessa
4  

Adailton (7 gol)

  Gerson Rodrigues   Ebecilio e Fabio   Takuma Ominami

  Posizione: 18  Punti: 31   

Vinte: 8   Pareggiate: 7  Perse: 19  

Gol Fatti: 29   Gol Subiti: 51   Differenza: -22

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi da Shimizu S.Pulse

in casa ai rigori (1-1 tempi regolamentari)

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Prelim. Playoff da Consadole S. 

1-2 in casa e 2-1 a Sapporo                                                                     

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Anno zero, retrocessione e squadra da rifondare. Nel 2018 Iwata sembrava aver toccato il fondo ma era riuscita a salvarsi ai playout, anche se con una buona dose di fortuna perché i playoffs di J2 avevano regalato un avversario nettamente inferiore come i Tokyo Verdy, un campanello d'allarme molto chiaro e inequivocabile che però a Iwata hanno sottovalutato visto che in questo 2019 sono riusciti addirittura a fare peggio. Il campionato è stato condotto quasi del tutto in zona retrocessione, solo nella fase iniziale del girone di andata il Jubilo è sembrato avere qualche chances ma poi in quello di ritorno è apparso chiaro che solo un miracolo avrebbe potuto sistemare le cose. C'è stata troppa confusione sia in società che in campo, la stagione è stata gestita malissimo sotto tutti i profili e la retrocessione in J2 è stata l'inevitabile conseguenza delle decisioni prese. All'atto pratico Iwata ha affrontato il 2019 con 2 squadre, una per girone stravolgendo tutto nel corso del mercato estivo con il cambio di allenatore e una campagna acquisti/cessioni che per molti versi è apparsa priva di logica e frutto di tentativi disperati di salvare il salvabile. I poveri tifosi del Jubilo hanno poi dovuto masticare amaro anche per quanto riguarda il computo derby stagionali che quest'anno sono stati addirittura 5: in perfetta parità quelli disputati in campionato (con reciproche vittorie in trasferta per 1-2) ma persi tutti gli altri disputati nelle Coppe e vista l'importanza che rivestono i derby da queste parti c'è da scommettere che i tifosi orange rinfacceranno questa stagione ai rivali per parecchio tempo.

NOTE POSITIVE

L'unica nota lieta è stata Gerson Rodrigues che però è stato venduto in estate con pochissima lungimiranza da parte della società. Per il resto diventa dura fare nomi: in attacco si salva Adailton, a centrocampo gli esterni Ogawa e Matsumoto e dietro il portiere Kaminski e il giovane difensore Takuma Ominami (22 anni) che si e ritrovato improvvisamente titolare e senza vacillare ha mostrato qualità interessanti al punto da suscitare l'interesse di alcuni club di J1 (si parla di Kashiwa Reysol e Oita Trinita). Difficilmente Iwata riuscirà a trattenerlo.

NOTE NEGATIVE

Come accennato c'è stato troppo caos e le correzioni attuate nel mercato estivo sono parse confusionarie e improvvisate. Mandare via Nanami non è stata una buona mossa anche perché Hideto Suzuki non ha fatto meglio e comunque non ha risolto i problemi di classifica. La cessione di Gerson Rodrigues ha privato il Jubilo dell'unico elemento in grado di fare un minimo di differenza, abbinando tecnica e velocità a una esplosività atletica difficile da contenere e il solo Adailton, che come qualità si poteva anche avvicinare al lussemburghese, non poteva bastare anche perché dopo l'infortunio patito nel 2018 non è più tornato sui livelli abituali. La rivoluzione estiva ha di fatto prodotto 2 squadre diverse per impronta tattica e conduzione tecnica, una schierata con la difesa a 3 e l'altra a 4, una più giovane e sbarazzina, l'altra più votata all'esperienza, le uniche costanti sono state purtroppo l'incapacità cronica di fare risultato e l'ultima posizione in classifica. Tolto Rodrigues individualente hanno deluso un po' tutti specialmente alcuni nomi altisonanti arrivati in estate con promesse e proclami in grande stile ma che si sono sciolti come neve al sole,  smascherati dal campo e dall'amaro ritorno alla realtà. E' il caso del 36enne Yoshito Okubo, dal quale però non si poteva pretendere titolarità e presenza, e soprattutto di Ebecilio e Fabio, che senza mezzi termini hanno fallito. Ebecilio è arrivato in Giappone dalla Stella Rossa convinto di spaccare il mondo visti i suoi trascorsi Europei in Olanda, Ucraina e appunto Serbia, ma ha presto realizzato che il calcio del sol levante non è così facile come il vecchio continente continua erroneamente a ritenere e di fatto non ha mai visto il campo giocando solo all'ultima giornata nell'inutile match contro Kobe. Fabio invece sapeva bene a cosa andava incontro avendo già calcato i campi nipponici (Sagamihara, F.Marinos e Gamba Osaka) e da svincolato si è presentato con l'idea di giocare titolare in difesa ma dopo sole 3 gare (1 pareggio e 2 sconfitte) è stato spedito rapidamente in panchina e da li in tribuna con tanto di benservito a fine campionato. Il vero problema di Iwata è la ricostruzione perché la J2 è lunga, difficile e non concede troppi margini di errore, se la dirigenza sbaglia di nuovo tecnico e mercato tornare in J1 sarà molto complicato.

 

  


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
7+  

 Serginho (12 gol)

  Shoma Doi   Il Campionato   Koki Machida

  Posizione: 3  Punti: 63   

Vinte: 18   Pareggiate: 9  Perse: 7  

Gol Fatti: 54   Gol Subiti: 30   Differenza: +24

 

COPPA DELL'IMPERATORE

FINALISTA

Sconfitta 2-0 da VISSEL KOBE

COPPA DI LEGA

Eliminata in Semifinale da Kawasaki Frontale

3-1 a Kawasaki e 0-0 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Stagione tribolata ma ugualmente positiva anche se Kashima ha fatto di tutto per complicarsi la vita con scelte di mercato quantomeno rivedibili. Le partenze di Pedro Junior (attaccante) e Shoji (difensore centrale) non hanno causato particolari problemi anche perché il club ha avuto il tempo di sostituirli e così vale per la cessione di Nishi, terzino destro titolare venduto a Kobe senza troppi rimpianti vista la presenza in rosa dei promettenti Koike e Anzai e il ritorno in patria del Nazionale Atsuto Uchida, reduce da un infortunio. Il campionato inizia male, Kashima è lontana dalle prime posizioni e bisogna attendere la primavera per vedere qualche segno di miglioramento: il problema è che proprio nel momento peggiore la società ha venduto in sequenza Yuma Suzuki (punta centrale al St.Truiden), Hiroki Abe (ala sinistra al Barcellona), Ueda (difensore centrale al Cercle Bruges) e soprattutto entrambi i terzini destri Koike (al St.Truiden) e Anzai (alla Portimonense) lasciando completamente scoperto il ruolo visto che Uchida era infortunato, alle prese con problemi al ginocchio. Il tecnico Oiwa ha adattato Nagaki, centrocampista tutta grinta e determinazione, che ovviamente non si è tirato indietro ma per ovvi motivi non ha potuto dare il massimo. Nonostante tutti questi problemi il gruppo ha reagito "di squadra" nascondendo i punti deboli con carattere e forza di volontà mantenendosi in scia a Tokyo nella speranza di poter approfittare di un crollo della capolista: così è stato ma gli Antlers non hanno fatto i conti con i F.Marinos che si sono dimostrati superiori diventando imbattibili proprio nel momento decisivo. 

NOTE POSITIVE

Sicuramente per il tesoriere degli Antlers il 2019 è stato manna dal cielo, tante cessioni e tutte remunerative, le casse sociali sorridono, la bacheca un po' meno. Individualmente da segnalare il solito Shoma Doi, talento prodotto dal vivaio che insieme al brasiliano Serginho ha assistito al meglio la punta centrale Sho Ito che ha dato tutto ma senza destare particolore impressione andando leggermente sopra sufficienza. In mezzo Leo Silva e Misao hanno disputato una stagione molto positiva, ben supportati da Nagaki prima del suo spostamento a terzino. Dietro si è messo in luce Koki Machida (altro giovane di 22 anni, uscito dall'Academy di Kashima) che finalmente ha trovato una certa continuità di rendimento mostrando anche un'interessante duttilità: la sua posizione naturale è quella di centrale ma quando Oiwa lo ha spostato nel ruolo di terzino sinistro non ha affatto sfigurato, l'impressione è che sia perfetto come centrale di sinistra in una retroguardia schierata a 3, sia per le sue innegabili doti difensive che per la sua rapidità, ma va detto che Bueno non si adatta benissimo a questo tipo di schieramento e sarebbe necessario un acquisto ad hoc.

NOTE NEGATIVE

La squadra è arrivata un po' cotta nel finale, il tecnico Oiwa le ha provate tutte ma le risorse a disposizione non erano sul livello degli anni scorsi: in campionato le sconfitte interne con Kawasaki (31° Giornata) e Kobe (penultima giornata) sono costate carissime e anche nella finale di Coppa dell'Imperatore Kashima è sembrata a corto di fiato, spenta, sulle gambe, permettendo al Vissel di vincere 2-0 e portarsi a casa il trofeo. L'impressione generale è che questa squadra abbia bisogno di un restyling piuttosto urgente, se gli Antlers vogliono restare competitivi e lottare ancora per il titolo la società dovrà per forza operare in maniera considerevole sul mercato perché così com'è non vale i primi tre posti.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
7  

 Yu Kobayashi (13 gol)

  Akihiro Yenaga   Maguinho   Ao Tanaka

  Posizione: 4  Punti: 60   

Vinte: 16   Pareggiate: 12  Perse: 6  

Gol Fatti: 57   Gol Subiti: 34   Differenza: +23

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi

3-2 in trasferta da VISSEL KOBE

COPPA DI LEGA

 VINCITORE 

ai rigori su H.Consadole Sapporo

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

I Frontale hanno provato a ripetersi e centrare il tris ma stavolta la rimonta non è riuscita per svariati motivi: calendario fitto con un girone di ACL che si è fatto complicato, partenza lentissima in campionato, Agosto negativo e una fatica enorme a trovare l'assetto definitivo, non tanto a livello tattico quanto a livello individuale con incertezze eccessive in posizioni cruciali e non si può vincere la J1 adattando così tanti uomini a ruoli innaturali. Intendiamoci nessuno si è tirato indietro, la rosa ha dato tutto ma quest'anno Kawasaki non era da titolo. Il 4-2-3-1 di Oniki Toru resta il miglior schema per questo tipo di interpreti ma per ripetersi la società dovrà operare sul mercato in maniera opportuna. La bacheca non è comunque rimasta vuota perchè i Frontale si sono aggiudicati la COPPA DI LEGA battendo il Consadole Sapporo ai calci di rigore nella finalissima del Saitama Stadium (tempi regolamentari chiusi sul 3-3). Malino invece in ACL dove Kawasaki non è riuscita a superare la fase a gironi, eliminata nel gruppo H che però è stato molto equilibrato, l'attenuante c'è ma probabilmente si poteva fare di più. Niente da dire invece in Coppa dell'Imperatore, l'eliminazione agli ottavi in trasferta sul campo del Vissel Kobe, futura vincitrice del torneo, brucia ma ci sta.

NOTE POSITIVE

La vittoria in Coppa di Lega ha nobilitato la stagione, il 4-2-3-1 che ha portato 2 titoli JLeague non è stato toccato da Oniki e sarà ancora lo schema sul quale costruire i Frontale 2020, magari con gerarchie di ruolo più marcate. Il giocatore di maggior talento resta Akihito Ienaga già decisivo nella vittoria del 2018 e confermatosi su alti livelli anche quest'anno, bene anche il capitano Yu Kobayashi come al solito in doppia cifra (13 gol) e il difensore centrale Taniguchi. Le maggiori soddisfazioni vengono dal centrocampo, reparto che ha trovato una precisa identità e che può contare su interpreti di valore assoluto: Oshima è il regista, il palleggiatore e principale costruttore di gioco, purtroppo ha subito un infortunio al polpaccio che lo ha tenuto fuori per oltre 2 mesi, peggior periodo vissuto dalla squadra in questa stagione, e questo la dice lunga sulla sua importanza in mediana perché il suo sostituto Shimoda ha fatto quello che ha potuto. Morita è il mediano titolare, quest'anno ha compiuto ulteriori progressi dimostrando anche la propria duttilità quando Oniki nel finale di campionato lo ha schierato terzino destro ottenendo ottimi riscontri. La promessa è Ao Tanaka (21 anni) prodotto delle giovanili dei Frontale, aggregato alla 1°squadra nel 2018 con qualche comparsata a fine stagione ed esploso definitivamente in questa JLeague al punto da essere convocato in Nazionale dal Ct Moriuyasu che lo ha anche schierato titolare contro Hong Kong e Sud Corea: è un centrocampista molto interessante, in grado di coprire ma anche di giocare qualche metro più avanti, per l'allenatore costituisce un'ottima arma tattica perché con Oshima garantisce una maggiore propensione alla costruzione mentre con Morita costituisce una buona diga quando è necessario dare maggior protezione alla difesa. Giocatore assolutamente da seguire.

NOTE NEGATIVE

Come accennato in apertura troppi problemi di assetto e non solo in difesa, reparto dove storicamente Kawasaki ha adattato più interpreti, spesso con efficacia: Taniguchi gioca centrale ma di fatto è un centrocampista che si è adeguato al ruolo, quando Jesiel non gioca viene rimpiazzato da Yamamura che è un trequartista (!) oppure con lo spostamento di Kurumaya che gioca terzino sinistro e sul fronte opposto Noborizato (terzino sinistro) e Morita (mediano) hanno dovuto coprire il vuoto creato dalle prestazioni del deludente Maguinho. Il brasiliano è arrivato a Febbraio per sostituire il connazionale Elsinho (ceduto allo Shimizu) ma di fatto ha fallito: nessuna continuità, 8 sporadiche presenze di cui solo 2 per intero (a Sendai e in casa con i Sanfrecce), un paio di panchine e tanta, tantissima tribuna, la società sarà costretta a cercare un terzino destro nel prossimo mercato e per lui si parla di una cessione in prestito al neopromosso Yokohama Fc. Anche nelle posizioni d'attacco lo schieramento dei Frontale ha vissuto un turnover eccessivo con Ienaga unico punto fermo all'ala destra: il ruolo di centravanti è stato occupato da Yu Kobayashi, con Leandro Damiao pronto a subentrare, vista le qualità di entrambi Oniki Toru ha anche provato a schierarli insieme modificando il modulo in 4-4-2 ma ha capito subito (2 sole gare) che non c'era il necessario equilibrio per portare avanti l'esperimento; nel ruolo di playmaker il titolare indiscusso è il totem Kengo Nakamura ma l'età e il grave infortunio al ginocchio non lasciano ben sperare, al suo posto è stato schierato Wakizaka che si è adeguato ma resta più un alter ego di Ienaga che di Nakamura; a sinistra Hasegawa ha diviso il minutaggio con Hiroki Abe, titolare indiscusso a inizio torneo ma sul quale la società ha deciso di non puntare più cedendolo a Nagoya, anche se nemmeno in questa posizione si può parlare di scelta definitiva e di precisa gerarchia perché Hasegawa dovrà vedersela con Manabu Saito, fino a un paio di anni fa giocatore di talento  di sicura prospettiva in maglia F.Marinos ma che da quando è arrivato a Kawasaki ha faticato molto a recuperare dagli infortuni e a ritagliarsi il giusto spazio. In questo 2019 ci si attendeva di più anche da lui, evidentemente il pieno recupero si sta rivelando più farraginoso del previsto.

  

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
5  

 Ryo Nagai (3 gol)

  Masaki Iida   Yamato Machida   Daizen Maeda

  Posizione: 17  Punti: 31   

Vinte: 6   Pareggiate: 13  Perse: 15  

Gol Fatti: 21   Gol Subiti: 40   Differenza: -19

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminato al 2° Turno 

2-3 in casa da Vanraure H. ai supplementari

COPPA DI LEGA

Eliminato nel Gruppo D

(Ultimo)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Da una squadra che ha vinto la J2 2018 era lecito attendersi di più, soprattutto alla luce del campionato disputato dall'Oita Trinita che invece si era piazzata al 2° posto. Certo l'operato della società su entrambi i mercati (sia estivo che invernale) ha suscitato parecchie perplessità e l'impressione è che non abbia fatto il massimo per restare nella massima divisione, come attanagliata da una certa rassegnazione. Il torneo di Yamaga non era comunque iniziato male, anzi la squadra ha saputo mantenersi a metà classifica fino a Giugno ma da li in poi tra cessioni e pessimi risultati ha subito un vero e proprio crollo: nel girone di ritorno infatti non è mai stata in grado di uscire dalla zona retrocessione, diventata matematica con la sconfitta subita alla penultima giornata sul campo del Gamba Osaka (4-1). Parlare di "cenerentola del torneo" è comunque improprio perché se da un lato è indubbio che Matsumoto non si sia dimostrata pronta a calcare i palcoscenici della J1 con adeguate possibilità di restarci, dall'altro la squadra ha lottato secondo le proprie possibilità, vendendo cara la pelle e restando in gioco fino a 2 giornate dalla conclusione. Molto male invece in Coppa dell'imperatore con l'eliminazione subita a domicilio da un club di J3.

NOTE POSITIVE

La fase difensiva è stata la sola nota positiva di questo 2019 chiuso con soli 40 gol al passivo, roba da parte alta della classifica, un dato in netto contrasto con il piazzamento finale e soprattutto con la capacità di segnare. Il tecnico Yasuharu Sorimachi, in carica dal 2012, ha dato alla squadra una grande stabilità tattica e questo ha aiutato moltissimo nell'innescare certi automatismi: Matsumoto applica infatti da anni il 3-4-2-1 con terzini utilizzati da esterni di centrocampo in grado da poter scalare rapidamente trasformando il modulo in più guardingo 5-4-1, il rovescio della medaglia è che l'azione offensiva ovviamente ne risente, soprattutto se privata di elementi di alto livello. A comandare la difesa è Masaki Iida, capitano e leader della squadra che sa rendersi molto pericoloso avanzando sui calci piazzati per sfruttare la sua grande abilità nel gioco aereo. Sulle fasce troviamo Takahashi e sinistra e Tanaka (o Iwakami) a destra, chiamati sempre a prestazioni di grande sacrificio e abnegazione in modo da abbinare una certa spinta a compiti di copertura, coadiuvati dal mediano Fujita. In avanti si è messo in luce Daizen Maeda che da almeno un paio d'anni rappresentava la punta di diamante di Yamaga e che è stato ceduto in Agosto al Maritimo (Serie A portoghese), partito lui in l'attacco si è spento e Sorimachi ha dovuto puntare tutto sul "primo non prenderle".

NOTE NEGATIVE

Malissimo in fase offensiva, 9 gol nel girone di andata sono veramente pochi e questo nonostante la presenza di Daizen Maeda, giovane punta dalla grande velocità e dall'ottima tecnica finita subito nel giro della Nazionale: purtroppo davanti non è stato in grado di trovare un partner adatto a finalizzare concretamente tutto il suo movimento e le sue azioni in progressione restando quindi isolato. Con la cessione di Maeda poi le speranze di segnare si sono ridotte ulteriormente anche perchè la società non è stata in grado di rimpiazzarlo adeguatamente sul mercato: Leandro Pereira, già presente in rosa, fino a quel momento non aveva particolarmente impressionato e Yamaga lo ha prestato ai Sanfreccce restando di fatto senza punte, una problematica alla quale ha cercato frettolosamente rimedio ingaggiando lo svincolato Isma e Toyofumi Sakano dalla J2 (Montedio) ma entrambi non hanno risposto alle aspettative con il primo addirittura utilizzato solo per una manciata di minuti in tutto il girone di ritorno. Morale della favola Matsumoto ha chiuso il torneo con soli 21 gol all'attivo, troppo pochi per salvarsi: per trovare di peggio dobbiamo tornare  ai disastrosi Vortis che nel 2014 arrivarono ultimi retrocedendo con sole 16 segnate. Molto deludente anche Yamato Machida, arrivato dal JEF United con grandi aspettative per fare il titolare sulla trequarti a supporto di Maeda: purtroppo è finito rapidamente ai margini del progetto tecnico racimolando solo qualche presenza nel finale senza peraltro riuscire a mostrare le proprie doti di rifinitura e avallando di fatto la decisione della società di metterlo sul mercato. Per lui si parla di un forte interessamento di Shonan Bellmare e Oita Trinita.

 

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
5  

 Naoki Maeda (9 gol)

   JO   Coppa dell'Imperatore   Shinnosuke Nakatani

  Posizione: 13  Punti: 37   

Vinte: 9   Pareggiate: 10  Perse: 15  

Gol Fatti: 45   Gol Subiti: 50   Differenza: -5

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata al 2° Turno 

0-3 in casa da Kanoya University

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Quarti da Kawasaki Frontale

2-0 a Kawasaki e 2-2 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Partenza sprint con 4 vittorie nei primi 5 turni e relativo primato in classifica, capolista solitaria con 12 punti alla 6°Giornata prima della sconfitta di Kashima (2-1) che ha stroncato sul nascere qualsiasi velleità di fuga. I Grampus sono comunque rimasti nelle primissime posizioni fino al 70' della trasferta di Kawasaki quando, in vantaggio sul campo dei campioni grazie a un gol di Mateus, si sono improvvisamente fatti raggiungere da un destro di Leandro Damiao e da quel momento si è spenta la luce: sconfitta interna con la pericolante Yamaga seguita dal 3-1 subito a Sendai, un timido pareggio a Oita (unico punto in 7 gare) e un illusorio risveglio ad inizio Agosto ma per il resto una lunga sequenza di sconfitte che hanno portato all'inevitabile esonero del tecnico Kazama. Un crollo notevole che ha complicato la classifica perché i Grampus si sono ritrovati pericolosamente vicini alla zona retrocessione, con la salvezza che è maturata solo a 3 giornate dalla fine con il 3-0 interno su Kobe. Considerando che anche in Coppa dell'Imperatore è stato un disastro, che numeri alla mano c'è stato un netto peggioramento e che solo la Coppa di Lega ha riservato qualche soddisfazione agli encomiabili tifosi del Toyota Stadium, nella valutazione non si può andare oltre il 5 e con una certa indulgenza solo perché alla fine la società ha indovinato la scelta del nuovo allenatore.

NOTE POSITIVE

Assumere Ficcadenti è stato il primo passo verso un futuro migliore, nelle poche gare (solo 8) in cui si è potuto sedere in panchina ha già fatto intravedere un netto taglio con il passato, sia a livello tecnico che di mentalità: se avrà la possibilità di costruire un organico secondo il proprio credo calcistico Nagoya può attendersi un campionato 2020 di ben altro spessore. Il tecnico italiano avrà comunque a disposizione una buona base a partire dalla difesa dove si sono salvati il portiere Langerak, che ha parato tutto quel che poteva, il terzino destro Kazuya Miyahara e il difensore centrale Shinnosuke Nakatani, 23 anni, già Nazionale U21 e giovanissima promessa quando indossava la maglia dei Reysol, che dopo un 2018 a corrente alternata è tornato su alti livelli rivelandosi tra i migliori difensori del torneo. Anche in avanti si può stare tranquilli con il Gabriel Xavier a inventare e il centravanti Jo a finalizzare, specialmente quando la palla si alza: accanto ai brasiliani sulle fasce, potranno agire sia Naoki Maeda, talento di scuola Verdy che ha dato un contributo notevole all'azione offensiva, che il cavallo di ritorno Mateus, fresco vincitore del titolo con i F.Marinos, senza contare poi che Il club ha deciso di investire sul 2 volte campione del Giappone Hiroyuki Abe, appena acquistato dai Frontale. Il reparto sul quale Ficcadenti dovrà lavorare maggiormente sarà il centrocampo: Schmidt se ne andrà, Eduardo Neto ha potenza ed esperienza ma va per i 32 e ha vissuto una stagione tribolata condizionata dagli infortuni, Yonemoto è troppo incline agli scadimenti di forma e l'alternativa di arretrare Hasegawa può essere interesante in chiave propositiva ma non sotto il profilo della copertura. Per il tipo di gioco che di solito mette in pratica il tecnico italiano servono interpreti diversi e la società ha già operato in tale direzione ingaggiando Sho Inagaki dai Sanfrecce Hiroshima, centrocampista box-to-box che può abbinare qualità e sostanza.

NOTE NEGATIVE

Anche quest'anno Kazama è apparso impotente, finché le cose girano nessun problema ma al primo intoppo la squadra si è subito sgretolata e il tecnico non è stato capace di trovare una soluzione affidandosi più che altro ai colpi dei singoli senza proporre soluzioni efficaci. Qualche tentativo è stato fatto a Luglio con il passaggio alla difesa a 3 ma queste cose non si improvvisano e il cambiamento non ha prodotto risultati. A quel punto, con Kazama incapace di trovare il bandolo della matassa e con i giocatori in attesa di un progetto tattico in grado di milgliorare le cose, il club non ha potuto far altro che sollevarlo dall'incarico affidandosi a qualcuno in grado di portare benefici sia nel breve che nel lungo periodo. In campionato l'intera rosa ha dato quello che ha potuto, non ci sono colpe particolari da imputare ai singoli, mentre in Coppa dell'Imperatore il discorso è differente: qui Kazama, conscio dell'importanza dell'impegno e senza sottovalutare l'avversario, ha messo in campo una formazione solida e con parecchi titolari, un 4-4-2 che contro una formazione dilettantistica e per giunta in casa, avrebbe dovuto garantire un agevole passaggio del turno. Purtroppo chi è sceso in campo ha giocato malissimo e con troppa sufficienza, snobbando gli avversari e attendendosi di passare il turno per grazia ricevuta, permettendo alla modesta Kanoya University di passeggiare per 0-3 espugnando il campo di una prestigiosa squadra di J1 e di avere la possibilità di raccontare tutto ai nipotini: va bene, la palla è rotonda, nelle coppe uscire ci può stare, magari anche ai rigori, ma così no, giocatori, atleti, professionisti di questo calibro hanno il dovere di non farsi sorprendere in questo modo e di onorare la maglia contro chiunque.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
7  

 Ado Onaiwu (10 gol)

  Yoshinori Suzuki   Honoya Shoji   Tomoki Iwata

  Posizione: 9  Punti: 47   

Vinte: 12   Pareggiate: 11  Perse: 11  

Gol Fatti: 35   Gol Subiti: 35   Differenza: 0

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata ai Quarti

1-0 in trasferta con il Vissel Kobe

COPPA DI LEGA

Eliminata nel Gruppo C

(3° posizione)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Ritorno in grande stile sui palcoscenici di J1 calcati per l'ultima volta nel 2013 dopo il periodo d'oro di inizio millennio culminati con il 4°posto del 2008, anno nobilitato dalla conquista della Coppa di Lega (unico titolo in bacheca). Negli ultimi tempi però Oita ha subito anche l'onta della J3 (2016) ma va detto che proprio nel momento più basso della storia del club la società ha saputo gettare le basi per la rinascita: tabula rasa e sguardo al futuro, panchina affidata a Tomohiro Katanosaka (in quel momento vice al Gamba) con contratto di 5 anni e massimo appoggio morale e materiale (mercato funzionale alle richieste del mister) alla filosofia del tecnico. Una volta fatta la scelta Trinita l'ha difesa e la pianificazione ha pagato, oggi la squadra esprime un calcio divertente e offensivo, molto moderno, pieno di verticalizzazioni ed ha dimostrato di saperlo fare in J3, in J2 e nella massima divisione, il tutto senza acquisti costosi di stelle (o presunte tali) ma con interpreti adatti al gioco che hanno sposato la causa e sono cresciuti di pari passo con il club. Solo quest'anno è arrivato il grande nome (Onaiwu) e comunque ha trovato spazio solo dopo la cessione di Fujimoto. Il prossimo anno per forza di cose qualcosa cambierà ma in questo 2019 l'Oita Ttrinita ha dimostrato di essere una splendida realtà, la rivelazione della stagione insieme ai F.Marinos campioni.

NOTE POSITIVE

Senza termini di paragone credibili (la J2 è un'altra cosa) la valutazione del rendimento annuale va fatta con la classifica e Oita ha praticamente pareggiato l'andamento di una big come il Gamba, 12 vinte, 11 pareggiate e 11 perse, concedendo qualcosa in termini di differenza reti, chiusa a zero in perfetta parità tra segnate e subite e su questo aspetto ci sarà da lavorare. Riespetto a Gamba e Vissel, le "compagne" a quota 47, Trinita ha avuto però un cammino opposto, molto positivo nella prima parte di stagione e più lento nel finale quando però la salvezza (reale obiettivo stagionale) era ormai in cassaforte e le motivazioni sono fisiologicamente un po' calate. Il gioco proposto da Katanosaka è bello da vedere, divertente e proficuo, ideale per innescare la punta centrale che non a caso va sempre in rete con facilità come hanno dimostrato prima Fujimoto e poi Ado Onaiwu ma l'impressione è che in questo tipo di meccanismo tattico qualunque centravanti minimamente dotato possa rendere allo stesso modo. La difesa è imperniata sul capitano Yoshinori Suzuki che in questo campionato non ha saltato nemmeno un minuto, leader della squadra con il centrocampista destro Rei Matsumoto, i due incarnano pienamente lo spirito Trinita e hanno partecipato alla cavalcata che dalla J3 a portato la formazione del Kyushu fino alla J1. Accanto a Suzuki si è messo in luce Tomoyuki Iwata, classe 1997, prodotto delle giovanili, che ha trovato costanza di rendimento e prestazioni di alto livello mettendo in campo una sicurezza inusuale per un difensore centrale di 22 anni, notata anche dal CT della Nazionale Moriyasu che lo ha convocato per la Copa America 2019 (il Giappone era presente su invito) schierandolo titolare nelle 2 gare pareggiate con Uruguay (esordio) ed Ecuador. Sulla trequarti, a supporto dI Onaiwu, hanno agito Kazuki Kozuka e Kazushi Mitsuhira che si è alternato con Yusuke Goto, entrambi a proprio agio negli schemi di Katanosaka che ormai mandano a memoria essendo con lui sin dall'inizio. Nessun rimpianto nelle coppe.

NOTE NEGATIVE

Difficile parlare di note negative dopo un torneo così. Forse c'è stata una leggera confusione nel determinare le gerarchie dei centrali di centrocampo dove si sono alternati il promettente Yushi Hasegawa, il duttile Toshio Shimakawa (può giocare anche in difesa) e Ryosuke Maeda anche se poi con l'arrivo di Yuki Kobayashi dai Nagoya Grampus la situazione si è assestata. A voler cercare il pelo nell'uovo ha un po' deluso Honoya Shoji, difensore centrale 22enne di proprietà Cerezo Osaka che lo scorso anno aveva ben impressionato a Kanazawa ma che con Katansoaka ha trovato pochissimo spazio e l'anno prossimo tornerà alla casa madre: non tutto il male viene per nuocere perché il suo flop ha permesso al tecnico di completare la maturazione di Iwata.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
5  

 Mu Kanazaki (7 gol)

  Riki Harakawa   Tiago Alves   Daiki Matsuoka

  Posizione: 15  Punti: 36   

Vinte: 10   Pareggiate: 6  Perse: 18  

Gol Fatti: 32   Gol Subiti: 53   Differenza: -21

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata ai Quarti

0-1 in casa da Shimizu S.Pulse

COPPA DI LEGA

Eliminata nel Gruppo B

(Ultima)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Playout evitati per un soffio solo grazie alla differenza reti. Il 2018 si era chiuso con la peggior stagione di sempre del Sagan Tosu in J1 e nel Kyushu tutto ci si aspettava che di riuscire nel difficile impresa di fare peggio: certo retrocedere sarebbe stato un vero disastro ed averlo evitato è comunque motivo di soddisfazione ma bisogna ammettere che l'immediato futuro non promette niente di buono. Da quando la società ha scriteriataemnte deciso di rinunciare a Ficcadenti la squadra non è più stata competitiva e adesso non c'è più nemmeno l'ombra di un progetto tecnico a medio o lungo temine. Kim Myung-kwi non ha lo spessore dell'allenatore italiano ed il suo compito principale, visti i lunghi trascorsi come tecnico nei vari livelli under dell'Academy, è quello di accompagnare lo sviluppo dei giocatori promossi in prima squadra dalle giovanili. Per cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno infatti è necessario rivolgersi alla crescita di alcuni giovani molto interessanti e, seppur in misura minore, sperare nell'operato della società sul mercato invernale. Solita solfa in Coppa di Lega (eliminata, come sempre, nella fase a Gironi) mentre la Coppa dell'Imperatore è stata l'unico motivo di gioia della stagione anche se forse si poteva arrivare in semifinale. 

NOTE POSITIVE

Non facile esprimersi in proposito, nel grigiore generale spiccano Mu Kanazaki, mezzapunta di talento ex Antlers che seppur lontano dai livelli di qualche anno fa resta un punto di riferimento sul fronte offensivo, il solito Yohei Toyoda, bomber storico del Sagan Tosu tornato dalla Corea nell'estate 2018 per dare una mano in avanti, Riki Harakawa, centrocampista box-to-box che però sembra in odore di cessione e infine qualche giovane di sicuro avvenire: in primis Daiki Matsuoka, classe 2001 che in mezzo è stato il primo cambio del capitano Akito Fukuta e che può già vantare un ottimo curriculum nelle varie rappresentative Under, poi Teruki Hara, elemento molto duttile che sa destreggiarsi sia in difesa che in mediana e che ha già esordito in Nazionale maggiore nella sconfitta contro il Cile (0-4 in Copa America dove il Giappone era presente su invito) e per concludere il portiere Yohei Takaoka, 23enne che ha fatto il suo esordio tra i pali a Maggio sul campo dell'Oita Trinita senza più abbandonare la maglia da titolare.

NOTE NEGATIVE

Tutto il resto. Iniziamo dall'addio di Torres che priva la squadra di un giocatore di talento che non ha reso quanto era lecito attendersi ma che da queste parti rappresentava con Kanazaki, una manna dal cielo: sostituirlo non sarà semplice, non tanto in campo perché Toyoda si è fatto valere, ma quanto nella leadership e nel ruolo di uomo immagine del club che grazie a lui aveva saputo ritagliarsi un minimo di fama anche a livello internazionale. Difensivamente la squadra ha subito troppo al punto da chiudere con una differenza reti di -21 a sole 2 reti dai playout, la retroguardia e la fase difensiva in generale non sono state all'altezza della J1 e anche in attacco Tosu ha segnato con il contagocce, ancora meno dello Shonan che ha chiuso al 16° posto e i playout li ha dovuti giocare. C'è poco da dire, i segnali non lasciano molto spazio all'ottimismo, se Tosu non cambia registro l'anno prossimo sarà annoverata tra le principali candidate alla retrocessione. Individualmente le note negative sono state tante, forse la delusione peggiore è stata Thiago Alves, acquistato in Agosto con l'intento di dare nuova linfa all'attacco ma che è stato un vero e proprio flop e dopo 4 scampoli di partita e zero gol è stato rispedito rapidamente in Corea senza rimpianti.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   Le promesse
6  

 Yoshifumi Kashiwa (8 gol)

  Yoshifumi Kashiwa   Patric   Keisuke Osako e Hayato Araki

  Posizione: 6  Punti: 55   

Vinte: 15   Pareggiate: 10  Perse: 9  

Gol Fatti: 45   Gol Subiti: 29   Differenza: +16

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi

1-2 in casa ai rigori da Oita Trinita

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Quarti da Consadole Sapporo

3-2 a Sapporo e 1-1 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Passo indietro, c'è poco da dire. La situazione resta interessante ma questo 2019 ha il sapore di un anno perso o almeno sprecato. Jufuku ha mantenuto il suo 3-4-2-1 ma ancora una volta ha dimostrato di non essere un tecnico da titolo: nel 2018 dopo le prime difficoltà non ha cambiato nulla, forse non sapendo dove mettere le mani, lasciando all'estro dei singoli il compito di togliere le castagne dal fuoco, quest'anno ha fatto lo stesso aggiungendo anche un andamento ondivago e indecifrabile con una buona partenza, una pessima primavera (5 sconfitte di fila) una ripresa estiva piuttosto illusoria e un finale zoppicante. Ha qualche attenuante, questo va detto, ma per crescere Hiroshima necessita di scelte tecniche differenti. Discrete le Coppe con qualche rimpianto in più in quella di Lega anche se l'Oita Trinita è stata una delle più belle sorprese stagionali e un passo falso, anche interno, ci può stare.

NOTE POSITIVE

La squadra dispone di alcune elementi di interessante prospettiva e altri di immediata resa, da questi nomi Hiroshima può partire per ricostruirsi senza dover stravolgere la rosa ma resta indubbio che andranno pianificati acquisti e cessioni mirate. La difesa è il reparto che sembra messo meglio e con un futuro assicurato. Il portiere Osako (20 anni) e il difensore centrale Araki (23, entrambi usciti dal vivaio Sanfrecce) anno disputato un torneo super e il tecnico del Giappone Hajime Moriyasu non ha esitato a convocarli trovando anche il modo di far esordire Osako tra i pali della Nazionale. Sho Sasaki, tornato su alti livelli dopo l'infortunio, e Nogami cementano una retroguardia tra le migliori in circolazione. Anche sulla fascia sinistra Hiroshima può stare tranquilla, Yoshifumi Kashiwa è forse il miglior esterno sinistro nipponico in J1, il gioco dei viola si appoggia spesso sul suo spunto in velocità e sulla sua capacità di penetrazione, senza contare che quest'anno è andato a rete 8 volte risultando il miglior marcatore della squadra. A destra il brasiliano Rhayner è andato piuttosto bene e i Sanfrecce hanno rinnovato il prestito dalla Tombense anche per il 2020, mentra al centro la situazione è più difficile da decifrare: Aoyama (16° anno in viola) non ha più il passo per reggere una stagione intera ma quando è in condizione resta il fulcro del centrocampo e lo ha dimostrato nel girone di ritorno mentre in quello di andata i Sanfrecce sono ricorsi a Inagaki (già ceduto ai Nagoya Grampus) e soprattutto a Taishi Matsumoto, 21 anni, Nazionale U23, che ha retto alla grande mostrando affidabilità e continuità e prenotando un posto da titolare per il prossimo anno. Sulla trequarti si è messo in luce un altro giovane, il 22enne Morishima che deve migliorare sotto il profilo realizzativo ma che sotto quello della rifinitura non teme confronti.

NOTE NEGATIVE

Da rivedere Hayao Kawabe che non ha ancora saputo esprimersi sui livelli di Iwata ma che quest'anno ha dimostrato costanza e spirito di sacrificio, giostrando di volta in volta tra una posizione più avanzata e una più arretrata, forse a lui più congeniale. Il vero problema di Hiroshima è che manca un bomber vero perché Patric ha deluso: nel 2018 aveva chiuso con 20 reti all'attivo e una presenza dominante in attacco, specialmente nel gioco aereo, mentre quest'anno è sparito subito dai radar, spesso fuori condizione, ha chiuso con 3 reti il girone di andata prima di essere spedito in prestito al Gamba Osaka, ma anche li non ha brillato e la sua riconferma è in forte dubbio. Il flop di Patric ha costretto Hiroshima a rivolgersi a Douglas Vieria che a conti fatti è stato il meno peggio anche se tra infortuni e assenze non è riuscito a superare i 7 gol, mentre tra le altre punte Watari ha giocato con il contagocce, Minagawa non pervenuto e l'arrivo estivo di Leandro Pererira a non ha sortito gli effetti sperati anche se il brasiliano ha fatto quel che ha potuto mostrando dedizione alla causa e una base sulla quale lavorare,  guadagnandosi così la riconferma. 

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
5,5  

 Douglas (14 gol)

  Kenta Nishizawa   Wanderson   Yuga Tatsuta

  Posizione: 12  Punti: 39   

Vinte: 11   Pareggiate: 6  Perse: 17  

Gol Fatti: 45   Gol Subiti: 69   Differenza: -24

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata in Semifinale

3-1in trasferta da Vissel Kobe

COPPA DI LEGA

Eliminata nel Gruppo D

(3° Posizione)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Inizio pessimo con le prime giornate vissute all'ultimo posto, sinistro presagio di quanto poi accaduto nel resto di una stagione decisamente problematica che nemmeno il cambio di allenatore è riuscito a raddrizzare: il girone di andata si è chiuso a soli 3 punti dalla zona retrocessione, un vantaggio risicato mantenuto fino alla conclusione e che ha significato salvezza, seppur insinuando nei tifosi brividi e incertezze per tutta la durata del torneo. Non c'è mai stato un periodo pienamente positivo, forse solo Maggio non è andato male, mentre nelle ultime giornate gli S.Pulse hanno letteralmente mollato, incappando anche in prestazioni poco onorevoli: solo il piccolo vantaggio accumulato e le maggiori difficoltà delle avversarie dirette hanno permesso agli orange di poter restare un altro anno al sole. Rispetto al 2018 il passo indietro è evidente, non solo in classifica ma anche a livello statistico: lo Shimizu è peggiorato in tutto tranne che nei gol segnati, un dato effimero, controbilanciato dai 69 gol al passivo che sono un record in J1, nessuna squadra nella storia del torneo ha mai subito tanto senza retrocedere e questo la dice lunga su quanto a livello difensivo l'annata sia stata disastrosa. Memorabile la batosta subita a domicilio dal Consadole Sapporo che ha violato il Nihondaira con uno 0-8 piuttosto umiliante. L'unica soddisfazione di questo 2019 è la retrocessione degli acerrimi rivali del Jubilo Iwata con i quali il conto dei derby stagionali si è chiuso in modo più che positivo: vinti entrambi quelli nel Gruppo D nella Coppa di Lega, vinto ai calci di rigori quello degli Ottavi dI Coppa dell'Imperatore (con relativa qualificazione ai Quarti) e in perfetta parità quelli disputati in campionato (con reciproche vittorie in trasferta per 1-2).

NOTE POSITIVE

Anche quest'anno gli S.Pulse hanno messo in mostra un parco giovani molto interessante a riprova del fatto che il vivaio orange sia ancora oggi uno dei migliori del paese. E' vero la difesa ha concesso troppo ma questo perché dispone di due esterni di spinta che supportano alla grande l'azione offensiva anche a costo di trascurare i compiti di copertura: a destra il brasiliano Elsinho, arrivato da campione del Giappone con Kawasaki, e a sinistra il giovane Ko Matasubara, prodotto del vivaio, certamente più equilibrato ed efficace del collega ma anche meno pericoloso in avanti. Interessantisismo dietro anche lo sviluppo del 21enne Yugo Tatsuta, uscito dall'Academy di Shimizu, membro delle varie rappresentative Under e già convocato in Nazionale da Moriyasu durante la Copa America 2019 (Giappone presente su invito) con tanto di esordio nei minuti finali nel 2-2 con l'Uruguay. Il centrocampo vive su una mediana granitica formata da Takeuchi e Renato Augusto, e su due esterni molto pericolosi, sulla destra Shota Kaneko e sulla sinistra Kenta Nishizawa che ha disputato un stagione coi fiocchi: si tratta di un 23enne di grande prospettiva, cresciuto nel club, inserito come titolare inamovibile a Maggio e progressivamente diventato il fulcro del gioco, l'azione offensiva si è spesso appoggiata su di lui che ha contribuito con 7 gol e 3 assist aiutando anche la mediana con tanta sostanza. In avanti menzione d'obbligo per Koya Kitagawa, ennesimo 23enne di scuola S.Pulse, e soprattutto per Douglas, miglior bomber interno stagionale: il brasiliano è stato sempre pericoloso e letale ogni volta che ha trovato un minimo di spazio, sia come terminale offensivo in grado di finalizzare il lavoro della squadra che come interprete individuale, dando sfogo al proprio estro cercando la via della rete con iniziative personali. Molto bene anche in Coppa dell'Imperatore dove il sogno si è purtroppo infranto in semifinale contro la futura vincitrice del torneo che si è mostrata superiore. Discorso a parte merita invece Tese Chong storico bomber orange che per la prima volta da quando è arrivato a Shizuoka ha vissuto un'annata opaca: dopo 5 anni una certa flessione ci sta, alla soglia dei 36 anni il centravanti coreano sta forse imboccando il viale del tramonto e non può più essere decisivo come ai tempi d'oro.  

NOTE NEGATIVE

Il cambio tecnico non ha giovato: dopo l'esonero dello svedese Jonsson a metà maggio il club ha affidato la panchina a Yoshiyuki Shinoda che però dopo qualche successo iniziale ha chiuso il torneo in affanno. Come già accennato la difesa è stato il vero tallone d'achille degli S.Pulse, troppo vulnerabile e incerta e questo nonostante tecnico e società abbiano provato a cambiare gli interpreti: emblematico a tal proposito il problema del portiere con il solito Rokutan ad iniziare la stagione, sostituito poi a Maggio dall'esperto Nishibe che ha tirato la carretta fino al mercato estivo quando la dirigenza ha acquistato Takuo Okubo (da Tosu) che ha portato al termine la stagione ma che difficilmente sarà titolare nel 2020. Deludente anche Wanderson, brasiliano arrivato a Gennaio per sostituire Freire (ceduto allo Shonan) e per dare una nuova solidità alla retroguardia ma che si è sciolto alle prime difficoltà con il calcio nipponico: 2 presenze nelle prime 2 giornate (1-1 a Hiroshima e sconfitta 2-4 in casa con il Gamba) e subito bocciato, prima con la panchina, poi con la tribuna e infine con il repentino ritorno in Brasile. Unica parziale attenuante sono stati gli infortuni, che hanno avuto un certo peso nel complicare la stagione: per citare i principali oltre a Rokutan (legamenti della caviglia) anche Ishige che si è rotto il crociato ad Aprile, Tese Chong che si è stirato ad Agosto, Yoshimoto che si è rotto il menisco a Settembre, e dulcis in fundo Renato Augusto che a Dicembre ha havuto problemi al gomito.

 

 


SHONAN BELLMARE

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Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   Le Promesse
5  

 Kosuke Taketomi (5 gol)

  Ryogo Yamasaki    Crislan   Daiki Sugioka e Mitsuki Saito

 Posizione: 16  Punti: 36   

Vinte: 10   Pareggiate: 6  Perse: 18 

Gol Fatti: 40   Gol Subiti: 63   Differenza: -23

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata al 2° Turno

0-4 in casa da Veertien Mie

COPPA DI LEGA

Eliminato nel Gruppo A

(Ultimo)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Squadra giovane che sulla carta ha davanti un futuro interessante ma che quest'anno ha fatto molto fatica a salvarsi peggiorando ulteriormente piazzamento e statistiche del 2018. Purtroppo per lanciare e amalgamare i giovani in modo da creare una base duratura sono necessarie anche stagioni come questa e dopo lo scampato pericolo dei playout lo Shonan può guardare al 2020 con un minimo di ottimismo. A parte una fiammata iniziale il campionato 2019 è stato condotto quasi interamente a ridosso della zona retrocessione rischiando moltissimo nel finale: solo dopo la vittoria per 1-0 contro Hiroshima il Bellmare ha potuto tirare un sospiro di sollievo mettendosi alle spalle sia Matsumoto che Iwata. Certo un minimo di rischio quando si giocano i playout c'è sempre ma il divario con la J2 è ancora piuttosto marcato e difficilmente il 16°posto significa retrocessione: l'1-1 con Tokushima lo ha dimostrato e il punteggio non deve trarre in inganno perché in campo la superiorità dello Shonan è stata netta. Malissimo anche nelle Coppe: passi per quella di Lega, disputata da detentore ma in un girone piuttosto ostico, ma in Coppa dell'Imperatore lo Shonan ha rimediato una bruttissima figura con l'eliminazione subita per mano di una formazione semiprofessionistica che ha agevolmente espugnato il BMW Stadium con un netto 0-4, risultato che non lascia spazio a giustificazioni.

NOTE POSITIVE

Solo la salvezza, sul resto meglio soprassedere. Per trovare quache nota positiva bisogna rivolgersi ai singoli e anche qui non è semplicissimo elencare chi nel corso della stagione ha fatto intravedere qualcosa di buono. Si può partire dal centravanti Ryogo Yamasaki che ha fatto praticamente reparto da solo visto che per il resto il parco attaccanti ha girato a vuoto, sulla trequarti menzioni per Temma Matsuda e Umesaki che hanno fatto il possibile per coadiuvare e poi sostituire Kosuke Taketomi, nettamente il più talentuoso del lotto ma che è stato tormentato dagli infortuni ed ha saltato tutto il finale di campionato. Dietro si salvano solo Miki Yamane e il portiere Akimoto perché gli altri, Freire compreso, si sono limitati al compitino chiudendo l'annata senza infamia e senza lode. Il reparto che ha riservato maggiori soddisfazioni (o meglio minori problemi) e che in prospettiva può rappresentare la vera speranza Bellmare è il centrocampo: a sinistra Daiki Sugioka, 21enne match winner nella vittoria di Coppa di Lega 2018, è ormai una certezza e ha conquistato anche la Nazionale, a destra Okamoto ha dato il solito contributo anche se con qualche scadimento di forma di troppo, in mezzo Daiki Kaneko (21) ha disputato un girone di ritorno di grande sostanza e continuità affiancando la stellina Mitsuki Saito (21), prodotto delle giovanili e presenza fissa in tutte le rappresentative nazionali dalla U17 alla U23 (e che il Ct del Giappone Moriyasu si è già premurato di seguire). In panchina poi scalpita il 19enne Toichi Suzuki, cresciuto nelle giovanili del Cerezo Osaka e approdato quest'anno in maglia Shonan dove nonostante l'ètà è riuscito a ritagliarsi spazio diventando il primo cambio per gli esterni di centrocampo. 

NOTE NEGATIVE 

Il valzer in panchina non ha dato risultati: Bin Ukishima, subentrato a Kenji Takahashi allenatore ad interim dopo l'esonero di Cho Kai-Jae il 13 Agosto, non ha fatto meglio dei predecessori ma avrà tutto il 2020 per provare a dimostrare che la scelta della società non è stata errata. Deludenti sia il trequartista Leleu, sbolognato in Luglio al Mito Hollyhock (in J2) con 2 sole presenze all'attivo, che il centravanti Crislan: arrivato in estate dallo Sporting Braga dopo le esperienze nipponiche con Vegalta e Shimizu, era da più parti indicato come sicuro titolare al centro dell'attacco ma di fatto ha racimolato solo qualche minuto partendo dalla panchina e senza mai trovare la via della rete. Per lui ci sono alcune attenuanti come il recente infortunio al crociato, dal quale non è mai semplice recuperare, e una squadra in seria difficoltà sia tecnica che di classifica, ma all'atto pratico il semestre passato a Hiratsuka è stato decisamente negativo e la dirigenza non ha ritenuto opportuno prolungare il prestito rimandandolo subito in Portogallo.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
5  

 Shinzo Koroki (12 gol)

  Tomoaki Makino   Coppa dell'Imperatore   Daiki Hashioka

 Posizione: 14  Punti: 37   

Vinte: 9   Pareggiate: 10  Perse: 15  

Gol Fatti: 34   Gol Subiti: 50   Differenza: -16

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi

0-2 in casa da Honda Fc

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Quarti da Kashima Antlers

2-3 in casa e 2-2 a Kashima

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Probabilmente la più grande delusione della stagione, almeno in patria perché sul palcoscenico continentale Urawa si è fatta valere. In J1 non era iniziata male, un paio di sconfitte interne piuttosto pesanti con Sapporo (0-2) e con i F.Marinos (0-3) ma a metà girone di andata la squadra era 3° a parimerito con Sanfrecce e la sorprendente Oita, e comunque in piena corsa per il titolo. Poi la sconfitta subita a domicilio dal Jubilo Iwata, già allora in grande difficoltà, ha aperto la "crisi di Maggio", mese nel quale i Reds hanno subito solo sconfitte racimolando il primo punto utile a inizio Giugno (1-1 a Kawasaki): la serie negativa è costata il posto al tecnico Oswaldo sostituito da Tsuyoshi Otsuki, un cambio che ha portato qualche beneficio solo in ACL perché in campionato la musica non è cambiata, Urawa ha fatto qualche punto in estate ma poi ha ceduto di schianto sfiorando la zona retrocessione con un sola vittoria negli ultimi 3 mesi di campionato e chiudendo al 14° posto, peggior risultato dal 2011 (15°posto). Malissimo anche sotto il profilo statistico con un netto passo indietro sia nei gol fatti che in quelli subiti per non parlare delle sconfitte, ben 15, e delle sole 9 vittorie, numeri di fronte ai quali risulta difficile dare una qualsiasi connotazione positiva alla stagione Reds.

 

NOTE POSITIVE

Raggiungere le finali di ACL è stato un grosso merito, poi si possono perdere perché il calcio è anche questo, ma in ambito continentale Urawa ha fatto bene. La difesa a 3 è ormai una sorta di marchio di fabbrica Reds ed è guidata da Tomoaki Makino, leader della squadra, giocatole di fortissima personalità e carisma da anni nella rosa della Nazionale Giapponese. I 50 gol subiti non depongono certo a favore di una stagione positiva a livello difensivo ma va detto che la poca protezione offesa dalla mediana ha inciso parecchio perché a centrocampo si è salvato solo Daiki Hashioka, 20anni, prodotto del vivaio Reds, che sulla destra ha scalzato prima l'esperto Moriwaki poi Sekine rientrato appositamente dalla Germania. Anche davanti non sono state certo rose e fiori e le uniche note positive sono giunte dal solito inossidabile Shinzo Koroki e da Yuki Muto che però è stato pesantemente condizionato dagli infortuni.

NOTE NEGATIVE

Anche quest'anno l'allenatore è stato un problema: nel 2018 Hori era durato 5 turni (2 pareggi e 3 sconfitte) sostituito da Tsuyoshi Otsuki per il tempo necessario a trovare un nuovo tecnico: con lui in panchina la difesa era tornata a 3 e i Reds avevano trovato nuova linfa, purtroppo però la dirigenza ha preferito affidare la squadra a Oswaldo che ha chiuso la J1 al 5° posto guadagnandosi così la riconferma anche per quest'anno. Il 2019 però ha sovvertito le gerarchie, dopo un Maggio inguardabile il tecnico brasiliano è stato esonerato e Urawa è tornata su Otsuki nella speranza di ritrovare smalto e scalare la classifica, ma la scelta non ha pagato i dividendi sperati. Il problema dei Reds è che la rosa comincia ad aver bisogno di nuovi innesti di un certo livello visto che alcuni elementi chiave cominciano a mostrare segni di cedimento, magari non ancora del tutto clamorosi ma sicuramente da non sottovalutare. Da rivedere in attacco Kenyu Sugimoto, centravanti preso dal Cerezo con l'intento di rimpiazzare nel tempo il bomber Koroki ma che in questa prima stagione ha fallito: per qualità tecniche, presenza in area, gioco di sponda e senso del gol resta una delle migliori punte centrali in J1 ma va ricostruito nel morale perché questa stagione ne ha un po' fiaccato convinzione e fiducia. Malissimo in Coppa dell'Imperatore con una bruttissima figura rimediata in casa con l'Honda Fc, formazione semiprofessionistica che ha violato il mitico Saitama Stadium con un netto 0-2 che non ammette repliche.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
6  

 Shun Nagasawa(7 gol)

  Yoshiki Matsushita   Diogo Acosta
  Katsuya Nagato

 Posizione: 11  Punti: 41   

Vinte: 12   Pareggiate: 5  Perse: 17  

Gol Fatti: 38   Gol Subiti: 45   Differenza: -7

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi

2-1 in trasferta da V.Varen Nagasaki

COPPA DI LEGA

Eliminata ai Preliminari Playoff da Nagoya Gr.

2-0 a Nagoya e 1-0 in casa

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Per come era cominciato il campionato la salvezza è un ottimo risultato ma valutando complessivamente la stagione non si può essere del tutto soddisfatti, si arriva al 6, anche se un po' stiracchiato, solo perché l'obiettivo iniziale di chiudere a metà classifica è stato centrato ma parlare di salvezza tranquilla è impossibile. Fino a Giugno Sendai è stata disastrosa, ultimo posto, solo 3 vittorie in 13 turni e tanto pessimismo, fino a quel momento giustificato, a circondare la squadra: la dirigenza però non si è fatta prendere dal panico ed ha valutato la situazione nel modo milgiore confermando la fiducia al tecnico Susumu Watanabe, in carica da 6 anni, mandando un chiaro messaggio a rosa e ambiente. Una scelta che ha pagato perché dalla 14° Giornata il Vegalta ha rialzato la testa battendo in casa 3-1 Nagoya e inaugurando una serie di 4 vittorie consecutive che sono valse la rimonta in classifica e il 10° posto alla fine del girone di andata. In estate i gialloblù hanno sfruttato l'inerzia e sono rimasti sempre a distanza di sicurezza dalla zona calda, solo nel finale c'è stato qualche brivido ma la salvezza è maturata addirittura con due giornate di anticipo. Una volta raggiunta la sicurezza di restare in J1 il club ha subito comunicato l'addio a Watanabe e il nome del nuovo tecnico, Takashi Kiyama che quest'anno ha brillantemente condotto il Montedio Yamagata ai playoffs di J2.

NOTE POSITIVE

La rosa sta già subendo un certo rinnovamento perché subito dopo la conclusione del torneo la dirigenza ha messo in chiaro i propositi per il 2020 comunicando il cambio alla guida tecnica e iniziando a liberare i giocatori sui quali non intende più puntare:  la forza del Vegalta è anche questa, un club nel quale non si improvvisa ma si programma, magari non si sollevano coppe ma non si subiscono nemmeno tracolli finanziari o andamenti a yo-yo tra le varie categorie. Il ciclo di Watanabe era giunto al capolinea, giusto cambiare e dare al nuovo allenatore una rosa congeniale al suo credo calcistico. In attacco sarà confermato Nagasawa mentre Ramon Lopes sarà svincolato e i gialloblù cercheranno con calma un nuovo attaccante potendo contare nel frattempo sul sempreverde Naoki Ishihara, il centrocampo è stato confermato in blocco e il faro Matsushita si è visto estendere i contratto fino al 2021, in difesa invece da registrare le partenze di Oiwa che è stato ceduto allo Shonan Bellmare e soprattutto del promettente Katsuya Nagato, 23 enne terzino sinistro di grande spinta e affidabilità che ha già firmato per i Kashima Antlers, impossibile e anche ingiusto trattenerlo di fronte a una simile opportunità. Infine menzione d'obbligo per i portiere Slowik che aveva il difficile compito di sostituire Schmidt, passato in estate al St.Truiden: l'estremo difensore polacco non ha fatto rimpiangere il predecessore ambientandosi benissimo e dimostrando subito il proprio valore.

NOTE NEGATIVE

Nessun miglioramento rispetto al 2018, identica posizione di classifica, più o meno lo stesso score di vittorie, pareggi e sconfitte, leggermente peggiorata la forbice tra gol fatti e subiti: messi così sono dati che dicono poco, quello che conta è l'atmosfera che sì respira a Sendai dopo la fine di questo torneo e non è certo un'atmosfera positiva, forse dopo la finale di Coppa dell'imperatore 2018 i tifosi si attendevano qualcosa di più, magari un passo avanti verso un futuro più ambizioso, invece Sendai è rientrata subito nei ranghi uscendo prematuramente anche dalle coppe nazionali.  Sotto il profilo individuale ha deluso parecchio Diogo Acosta, arrivato a fine Giugno dagli Emirati per dar man forte in avanti a Nagasawa: per lui solo 5' contro il Cerezo a Osaka il 20 Luglio, 1 panchina con il Jubilo il 3 Agosto e poi tutta tribuna fino a Dicembre con conseguente ritorno sulle rive del Golfo Persico senza troppi rimpianti da parte dei tifosi gialloblù.

 

  


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
6,5  

 David Villa (13 gol)

  Andres Iniesta   Coppa di Lega   Ryo Hatsuse

  Posizione: 8  Punti: 47   

Vinte: 14   Pareggiate: 5  Perse: 15  

Gol Fatti: 61   Gol Subiti: 59   Differenza: +2

 

COPPA DELL'IMPERATORE

 VINCITORE 

2-0 ai Kashima Antlers al National Stadium

COPPA DI LEGA

Eliminata nel Gruppo C

(Ultimo)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

Finalmente un trofeo! Dopo anni di investimenti pesantissimi e di acquisti altisonanti il proprietario Hiroshi Mikitani è stato ripagato ed ha potuto aprire la bacheca del club per posizionare in bella vista la Coppa dell'Imperatore 2019, ottenuta battendo 2-0 gli Antlers nel nuovo National Stadium di Shinjuku. Alzare al cielo la più prestigiosa coppa nazionale e partecipare alla prossima ACL vale almeno mezzo punto in più perché ad essere onesti se si valutano le altre competizioni l'annata di Kobe non andrebbe oltre il 6 e neanche pieno. Il club della Rakuten era partito come al solito con grandi ambizioni e una campagna acquisti faraonica che nel corso del mercato ha via via inserito in organico David Villa, Yamaguchi, Nishi, Sakai, Dankler e dulcis in fundo Vermaelen e Samper (entrambi dal Barcellona, ormai club amico per ragioni di sponsorizzazione) mettendo a disposizione del tecnico spagnolo Juanma Lillo una rosa di assoluto prim'ordine. Purtroppo però il caos tecnico, di cui parliamo più avanti, ha vanificato tutto smorzando gli entusiasmi e il Vissel Kobe si è improvvisamente ritrovato fuori dalla Coppa di Lega e in penultima posizione in Campionato (12°Giornata) chiudendo il girone di andata a soli 2 punti dalla zona retrocessione. L'arrivo del tecnico tedesco Thorsten Fink in panchina ha dato nuova linfa alla squadra che pian piano ha trovato ordine e un certo equilibrio tattico chiudendo la stagione alla grande sia in Campionato che in Coppa dell'Imperatore. 

NOTE POSITIVE

La solidità economica e un proprietario ambizioso e sognatore sono garanzia di un futuro brillante, certo nel calcio non è facile indovinare le scelte nemmeno con risorse economiche illimitate ma pensando a dove si trovava Kobe 15 anni fa (nel 2003 era sull'orlo del fallimento) prima dell'avvento di Mikitani, questi sono tempi di vacche grasse. Affidare la panchina a Fink è stata una mossa positiva e in prospettiva può rivelarsi anche vincente. I nomi della rosa sono tutti altisonanti, anche nei rincalzi, se vogliamo citare i più continui dobbiamo partire dalla star assoluta Andres Iniesta, che ha trovato modo di alzare un trofeo anche qui, e dal compagno di reparto, il nazionale Hotaru Yamaguchi, poi Vermaelen in difesa e nel parco attacanti Podolski, Ogawa, Furuhashi e David Villa (miglior bomber interno stagionale) che però ha già annunciato il ritiro: dispiace ma i tifosi non sono troppo preoccupati, sicuri che il presidente saprà stupirli con un sostituto all'altezza, magari facendo spesa in Europa. Tra i più giovani da seguire Ryo Hatsuse, ragazzo interessane di scuola Gamba, 22 anni, a Osaka ha fatto vedere buone cose guadagnandosi anche la convocazione in U21 e U23 ma da quando è arrivato a Kobe ha subito parecchio il peso della concorrenza e complice qualche infortunio non ha reso al massimo: spedito all'Avispa Fukuoka in Settembre è tornato subito in pista, visti i numerosi impegni che dovrà fronteggiare nel 2020 il Vissel farà bene a mantenerlo in organico.

NOTE NEGATIVE

Tre allenatori in una sola stagione di solito non sono sintomo di grande chiarezza tecnica e anche a Kobe è stato così, per giunta con l'aggravante della recidiva perché anche nel 2018 si erano avvicendati in panchina Yoshida, Hayashi e infine Juanma Lillo che si era guadagnato in qualche modo la riconferma anche per il 2019. Dopo neanche 2 mesi Lillo è stato improvvisamente esonerato, probabilmente qualcosa si è incrinato con la dirigenza, differenza di vedute, litigi o incompatibilità, sta di fatto che Kobe è stata colta di sorpresa visto che non aveva pronto un sostituito: per far fronte all'emergenza la squadra è stata affidata a Takayuki Yoshida, ancora sotto contratto con il club e di conseguenza nominato allenatore ad interim in attesa che la società potesse operare una scelta ponderata. Il 10 giugno il presidente Mikitani ha dato l'incarico al tedesco Thorsten Fink, scelta finalmente indovinata perché da li in poi il Vissel ha iniziato a vincere. Individualmente ci si aspettava di più da Masatoshi Mihara, titolare lo scorso anno e poco più che nullo in questo con tanto di cessione in prestito in J2 nel corso del mercato estivo. Da rivedere, e non si tratta affatto di una bocciatura ma proprio non è possibile annoverarlo in pieno tra le note liete, la punta Noriaki Fujimoto, 30 anni, una vita passata da bomber di categoria in J3 e J2 fino all'esplosione nelle file dell'Oita Trinita con la maglia della quale ha saputo confermarsi anche in J1 segnando 8 gol nel girone di andata prima di firmare per il Vissel nel mercato estivo. Purtroppo a Kobe ha avuto parecchi problemi, sia di concorrenza (difficile per chi è abituato a partire titolare) che fisici, si parlerebbe di un mezzo flop se non fosse per la sua prestazione nella finale di Coppa dell'Imperatore nella quale ha giocato benissimo mettendo in difficoltà la difesa Antlers, segnando il 2-0 e propiziando l'autogol del vantaggio: sarà riconfermato e il 2020 sarà per lui un vero banco di prova. Malissimo in Coppa di Lega, ultimo nel Gruppo C con 1 sola vittoria all'attivo, c'è l'attenuante  di una competizione che si disputa per gran parte ad inizio stagione quando il Vissel era a dir poco fuori forma ma è chiaro che anche in queste condizioni la qualità della rosa obbligava a fare meglio.

 

 


Voto  

Miglior Marcatore

  Giocatore Chiave   La delusione   La promessa
9  

 Marcos Junior (15 gol)

  Teruhito Nakagawa   Coppa di Lega   Keita Endo
CAMPIONE DEL GIAPPONE 2019

  Posizione: 1  Punti: 70   

Vinte: 22   Pareggiate: 4  Perse: 8  

Gol Fatti: 68   Gol Subiti: 38   Differenza: +30

 

COPPA DELL'IMPERATORE

Eliminata agli Ottavi 

4-1 in trasferta da Kashima Antlers

COPPA DI LEGA

Eliminata nel Gruppo A

(3° Posizione)

 

COMMENTO ALLA STAGIONE

La stagione di Yokohama non è iniziata con grandi aspettative da parte dei tifosi che speravano solo in un campionato dignitoso dopo il 12° posto del 2018 (2° peggior risultato nella storia del club dopo il 13°posto del 2001) e di fare un po' di strada nelle Coppe Nazionali. Invece gli F.Marinos sono partiti bene, tenendosi sempre a ridosso delle prime e concludendo il girone di andata al 3°posto. L'inizio del girone di ritorno è stato un po' altalenante con vittorie prestigiose (0-2 a Kobe) ma anche qualche sconfitta di troppo come il trittico negativo iniziato in casa con lo Shimizu S.Pulse (0-1) proseguito a Kashima (2-1) e concluso con la sconfitta interna subita dal Cerezo (1-2) prima di rialzare la testa sbancando Nagoya con un netto 5-1, gara cruciale perchè è qui che i F.Marinos cambiano marcia e iniziano a crederci davvero restando in scia del duo di testa Tokyo-Antlers. Le partite che decidono il titolo a conti fatti sono il 4-2 interno rifilato al Consadole e la vittoria per 0-1 a Matsumoto la settimana successiva, con la quale i tricolore volano in testa e da padroni del proprio destino non si voltano più indietro sbancando anche Kawasaki, in un ideale passaggio di consegne, e suggellando il titolo battendo Tokyo nello scontro diretto all'ultima giornata con un netto 3-0.

NOTE POSITIVE

Il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 è stata la vera mossa vincente di Ange Postecoglou che ha trovato l'equilibrio definitivo  impostando la squadra nel miglior modo possibile. I centrali difensivi Shinnosuke Hatanaka (degno erede di Nakazawa) e Thiago Martins (24 anni entrambi) garantiscono un brillante futuro alla retroguardia, in mezzo il capitano Kida e Ogihara si completano alla grande ed hanno supportato al meglio il reparto offensivo, vero punto di forza dei F.Marinos: la chiave del gioco è il brasiliano Marcos Junior, attaccante versatile impiegato dal tecnico dietro alla punta centrale, Edigar Junio prima e Erik poi, che hanno dimostrato di saper andare a rete con regolarità senza far rimpiangere Hugo Vieira. Sul versante destro da sottolineare la definitiva consacrazione di Teruhito Nakagawa, MVP 2019, che ha fatto registrare miglioramenti impressionanti sia sotto il profilo della rifinitura (13 assist) che della conclusione a rete (15 gol). All'ala sinistra si è messo in luce Keita Endo, 22 anni, una sorta di versione baby di Nakagawa che ha già fatto intravedere colpi interessanti ipotecando di fatto il futuro nel ruolo in maglia tricolore. Bene anche il suo sostituto Mateus che ha trovato minutaggio soprattutto nel finale di campionato.

NOTE NEGATIVE

Postecoglou ha faticato parecchio a risolvere il rebus del terzino destro passando prima da Hirose poi da Wada e infine puntando su Matsubara nel rush-finale, scelta complicata ma che alla fine a pagato. L'infortunio del terzino sinistro Takano è stato invece risolto più celermente con l'inserimento di Bunmathan. L'impressione è che a destra tecnico e club dovranno rivolgersi con attenzione al mercato perché al momento appare la posizione più fragile della squadra. I gravi problemi alla caviglia patiti da Edigar Junio non fanno ben sperare però Yokohama potrà deciderne la conferma con tranquillità avendo già in rosa Erik e potendo anche optare per un acquisto sul mercato. Male in Coppa di Lega dove i tricolore avrebbero potuto e dovuto fare di più, uscire nella fase a gironi in un gruppo composto da Sapporo (e qui va bene), Shonan Bellmare (in crisi)  e  V.Varen Nagasaki (squadra di J2) non è stato molto edificante.

 

 

Mario A. Persegani - 10 Gennaio 2020