Tokyo 東京 

  EDO-TOKYO MUSEUM 

江戸東京博物館

Official Website www.edo-tokyo-museum.or.jp

(foto di puntogiappone.com - Autore Mario A.Persegani - opera propria) 

INFORMAZIONI GENERALI  
Indirizzo 1-4-1 Yokoami, Sumida-ku, Tokyo 130-0015
Telefono +81-3-3626-9974 
Orari di Apertura da Aprile a Settembre dalle 9h30 alle 17h30 (ultima entrata ore 17h00)
  da Ottobre a Marzo dalle 9h30 alle 16h30 (ultima entrata ore 16h00)

Giorni di chiusura

 

Lunedì (se Lunedì è festivo il Museo chiude al Martedì)

Chiusura Fissa il 31 Dicembre e il 1 Gennaio

Prezzo del Biglietto

             

 

 

Entrata individuale Y600 / Gruppo di 20 o più persone Y480

Entrata Studenti Junior Y300 / Gruppo di 20 o più studenti Y300

Entrata Studenti Universitari Y480 / Gruppo di 20 o più studenti Y380

Entrata Individuale Over 65 Y300 / Gruppo di 20 o più persone Y240  

 COME ARRIVARE  METROPOLITANA                                               

La stazione più vicina è quella di RYOGOKU (両国駅), che oltre al Museo serve anche lo Stadio del Sumo, ubicato proprio di fronte all'Edo-Tokyo verso il fiume Sumida. Il modo più comodo per arrivarci è utilizzando la JR Yamanote Line, la circolare che collega velocemente tutto l'anello dei quartieri centrali della capitale nipponica, e scendere alla stazione di Akihabara 秋葉原駅. Qui, senza uscire dalla stazione, cambiare prendendo la JR Sobu Line 総武緩行線 in direzione Nishi Funabashi西船橋 o Chiba 千葉: il tragitto è molto breve perché la stazione di Ryogoku dista solo 2 fermate. Subito scesi dal treno le indicazioni per il Museo o per lo Stadio del Sumo sono numerose e chiare, scritte anche in inglese, non potete sbagliare: nel dubbio comunque l'uscita più comoda è la West Exit. 

Metropolitana da: Partenza Linea da prendere Tempo Arrivo 
TOKYO 東京 Tokyo Station JR Yamanote 3 min. Akihabara Station (cambio)
  Akihabara Station JR Sobu line 3 min. Ryogoku Station 
UENO 上野 Ueno Station JR Yamanote  5 min.  Akihabara Station (cambio)
  Akihabara Station JR Sobu line 3 min. Ryogoku Station 
SHINJUKU 新宿  Shinjuku Station TOEI Oedo lINE 22 min Ryogoku Station
AKIHABARA 秋葉原 
 Akihabara Station JR Sobu line  3 min Ryogoku Station 
 COME ARRIVARE  AUTOMOBILE                                                      

Percorrere la Shuto Ex's (o Metropolitan Expressway) in direzione Komatsugawa e prendere l'uscita per Kinshicho (n.7), da qui circa 10 minuti. Oppure in direzione Mukojima prendere l'uscita Komagata (n.6), anche in questo caso saranno necessari circa 10 minuti. Sono disponibili parcheggi a pagamento in prossimità del Museo al costo di circa 1000Y per 2 ore di sosta, superate le quali la tariffa diventa di 300Y ogni mezzora. E' possibile parcheggiare la propria vettura anche lungo la vicina Kiyosumi-dori, ubicata alle spalle dell'Edo-Tokyo Museum al costo di 100Y ogni 15 minuti.


 IL MUSEO                                                                                                             

Il Museo Edo-Tokyo è certamente uno dei più interessanti della capitale e senza dubbio il più importante per chi voglia capire l'evoluzione di questa città, che da un piccolo villaggio di pescatori è diventata in 400 anni una metropoli da 15 milioni di abitanti, nucleo di un agglomerato urbano che ne conta quasi 35. L' Edo-Tokyo Museum si trova nel quartiere di Ryogoku, nella parte centro-occidentale della città, oltre il fiume Sumida. Il nome Ryogoku deriva dall'omonimo ponte costruito nel 1659 e significa "due province" perché univa la provincia di Edo con quella di Shimosa. La zona di Ryogoku è conosciuta per il Sumo: qui sorgono molte scuole di formazione, centri di allenamento e soprattutto il Ryogoku Kokugikan 両国国技館, la grande arena dedicata ai tornei professionali che ha una capienza di 13.000 posti tutti a sedere. Proprio alle spalle del Kokugikan troviamo l'inconfondibile struttura dell'Edo-Tokyo Museum, che si staglia verso l'alto come un'astronave. L'accesso dal piano stradale non è immediatamente visibile, potrebbe essere segnalato meglio (Foto 1): saliti al 1° Piano ci si trova in un ampio piazzale dove sorgono le biglietterie, le varie vending-machines e un'area relax all'aperto dove è possibile consumare uno spuntino. In un angolo del piazzale noterete subito un avvenieristico tunnel rosso in vetro con scale mobili (Foto2) mediante il quale si raggiunge l'ingresso del Museo situato al 6° Piano. Appena entrati la prima cosa che colpisce è la riproduzione a grandezza

Foto 1 - Accesso dal piano stradale
Foto 1 - Accesso dal piano stradale
Foto 2 - Ingresso dal piazzale
Foto 2 - Ingresso dal piazzale

naturale del Nihonbashi 日本橋 (vedi slide sotto), letteralmente "Ponte-Giappone", costruito per la prima volta all'inizio del 1600 interamente in legno di cipresso (hinoki) e olmo (keyaki), distrutto dal fuoco e dai terremoti in diverse occasioni e ogni volta ricostruito adeguando i materiali, fino alla versione attuale in pietra e acciaio datata 1911. Purtroppo il progresso e l'urbanizzazione selvaggia hanno confinato l'odierno Nihonbashi, sacrificandolo sotto un enorme tratto autostradale che ne sovrasta la struttura, oscurando anche la caratteristica vista del Fuji (che nelle giornate limpide era possibile ammirare percorrendo il ponte). Oltre che come soggetto di numerose stampe Ukiyo-e, il Nihonbashi è conosciuto anche per essere il "Km zero" del Giappone: una apposita targa circolare ubicata proprio in mezzo al ponte indica il punto di partenza dal quale si misurano tutte le distanze da Tokyo. Percorrendo la riproduzione del ponte è inevitabile guardare sotto verso sinistra dove colpisce subito la presenza del Nakamura-za,  che rievoca la facciata del primo teatro Kabuki del Periodo Edo, con tanto di torretta centrale (utilizzata per esporre al pubblico la licenza teatrale e lo stemma della famiglia proprietaria) e di manifesti decorativi (vedi slide sotto). Durante il weekend e nei giorni festivi alcuni attori intrattengono i visitatori con spettacoli di "rakugo" (narrazione umoristica). Attraversato il

ponte si raggiunge la zona dedicata al Castello di Edo e alle aree residenziali di nobili e cittadini comuni, splendidamente rappresentate attraverso accuratissimi diorami. L'antica Edo si sviluppava attorno al Castello, splendida residenza dello Shogun, riccamente decorata già dalle maestose porte di ingresso, spaziosa, ricca di giardini e pullulante di samurai, un luogo che esprimeva potenza economica e militare. La sezione è completata da reperti e materiali storici che spiegano l'origine delle

Foto 3
Foto 3

famiglie nobili e le abitudini dei cittadini. Molto belli i paraventi (Byobu) che riproducono scene di epiche battaglie e di vita quotidiana, esposti in luminosissime teche che ne esaltano i particolari e le finiture dorate (Foto 3). Edo era chiamata la "Città dei Samurai" perché concepita per ospitare principalmente le classe sociali più elevate e solo in minima parte gente comune (il rapporto era circa 75%-25%), logico quindi che questi ultimi vivessero in spazi ubicati lontano dal Castello, più ristretti e di minor prestigio. Con l'introduzione del sistema Sankin-Kotai questa situazione si è esasperata: con esso si stabiliva che ogni Daimyo (signore feudale) del Giappone dovesse obbligatoriamente possedere una casa a Edo e risiedervi con tutta la propria corte ad anni alterni, un anno qui e uno nel proprio feudo. La famiglia del Daimyo era invece costretta a restare sempre a Edo. In questo modo lo Shogun controllava i Daimyo sia sotto il profilo economico, perché il Sankin-Kotai li costringeva a sperperare enormi somme di denaro sottraendole ai finanziamenti militari personali e impedendo quindi che venissero destinate a organizzare possibili rivolte, sia tramite la presenza dei familiari che in pratica, durante l'anno che i Daimyo trascorrevano nei propri feudi di origine, erano tenuti in ostaggio dallo Shogun in una sorta di "prigione dorata". Attraverso i diorami è facile rendersi conto di come scorresse la vita a Edo in quel periodo, dal commercio agli spazi riservati al divertimento, fino alle brulicanti attività lungo le rive del Sumida-gawa (vedi slide sotto).  Scendendo al piano inferiore  si  avverte lo scorrere del tempo e la crescita di

una città che inesorabilmente si trasforma, diventando sempre più grande e importante: la popolazione aumenta, migliorano le abitazioni, i negozi si moltiplicano, le imbarcazioni si fanno più imponenti e il prestigio di Edo tocca livelli fino a quel momento mai raggiunti. L'esposizione illustra perfettamente la vita dei guerrieri, la crescita culturale, l'attenzione verso la natura e il trascorre delle stagioni, la ricerca di una estetica raffinata ma anche utile e lo sviluppo tecnologico e ingegneristico. La cosa bella del Museo è che le abitazioni sono riprodotte a grandezza naturale o comunque in una scala che permette di apprezzarne gli interni e le proporzioni: è molto facile rendersi conto di come si viveva e di come si sfruttavano gli spazi. Con la fine del Sakoku (paese chiuso 1641-1853), Edo e il Giappone si rendono conto della propria arretratezza rispetto al resto mondo, una situazione inevitabile dopo più di due secoli di chiusura, e con la Restaurazione Meiji la città cambia nome diventando Tokyo (capitale orientale). Il paese accelera a velocità sorprendente verso la modernizzazione (vedi slide sotto) provando comunque  ad  armonizzare il progresso con le proprie tradizioni.  Tokyo comincia  a  crescere  e  a  svilupparsi verso l'alto  e nel 1890 viene costruito il primo

grattacielo in stile occidentale della città, il Ryounkaku 凌雲閣, eretto nella zona di Asakusa, era dotato di ascensori, di luce elettrica e raggiungeva un'altezza di circa 70 metri: per questi motivi era stato soprannominato dagli  abitanti "Asakusa Junikai" (Asakusa dodici piani). Divenne subito una sagoma inconfondibile nel profilo urbano e l'immagine preferita delle varie illustrazioni che circolavano in quel periodo. Purtroppo la struttura in legno e mattoni non ha resistito al grande terremoto del Kanto (magnitudo 7.9) che ha devastato Tokyo nel 1923: nella sezione che il Museo ha dedicato a questo terribile sisma è posizionata una accurata riproduzione del Ryounkaku (Foto 4).  In questa area espositiva è possibile ammirare anche alcuni diorami mobili che si animano automaticamente ogni 20 minuti: si va dalla folla che passeggia lungo Ginza alla Nikorai-do (Cattedrale Ortodossa in stile Bizantino) fino alla splendida Rokumei-Kan che sorgeva nei pressi dell'odierno Hibiya Park, vicino al Palazzo Imperiale. Era uno splendido edificio, un ambiente elegante e raffinato dove il Ministro degli Esteri organizzava eventi e balli ai quali erano invitati gli ambasciatori dei vari paesi. Venne demolito nel 1941 con l'entrata in guerra del Giappone. Nell'apposito diorama allestito sotto i piedi dei visitatori (Foto 5) il tetto del Palazzo si apre lentamente sulle note di un valzer rivelando all'interno un'ampia sala  da  ballo  con  oltre  100  modellini  che  danzano  ipnotizzando  gli

Foto 4 - Ryounkaku
Foto 4 - Ryounkaku
Foto 5 - Rokumei-Kan
Foto 5 - Rokumei-Kan

osservatori. L'area successiva è dedicata alla "II Guerra Mondiale" durante la quale Tokyo fu pesantemente bombardata: viene documentata la vita della popolazione durante il conflitto sia attraverso reperti e appositi pannelli illustrativi, sia mediante la ricostruzione di ambienti domestici e lavorativi, oltre che con la proiezione di filmati d'epoca che, vale la pena specificarlo, possono essere molto toccanti. In un teca è possibile osservare e leggere (è scritta in inglese) una copia della Instrument of Surrender, la dichiarazione di resa incondizionata del Giappone firmata il 2 Settembre 1945 a bordo della USS Missouri ancorata nella Tokyo Bay (vedi slide sotto a sinistra). L'ultima sala è quella dedicata alla ricostruzione post-bellica, con il boom economico e lo sviluppo tecnologico della Tokyo che oggi conosciamo, megalopoli luminosa, ordinata ed efficiente. In prossimità dell'uscita c'è il negozio del Museo davvero ben fornito, con libri in inglese (italiano per ora non disponibile - Foto 6), magliette, oggettistica  varia  e  ogni tipo di  souvenir  compresi i raffinatissimi Tenugui  手拭い,  piccoli

Foto 6 - Libri e opuscoli
Foto 6 - Libri e opuscoli

asciugamani in cotone leggero con eleganti motivi stampati e che sono molto popolari in Giappone. Subito dietro allo store sono ubicate le uscite: fate molta attenzione prima di lasciare l'esposizione perché  una volta usciti da questo punto non è più possibile rientrare e sarà necessario tornare all'ingresso principale per poter accedere di nuovo. Nei pressi dell'Edo-Tokyo Museum troviamo anche il Sumida Hokusai Museum, molto interessante per chi ama Hokusai e lo stile Ukiyo-e. La zona di Ryogoku non offre molto altro, ma se dopo la visita vi resta del tempo libero vi consiglio di recarvi nella vicina Asakusa per ammirare lo splendido SENSO-JI oppure di dirigervi verso Oshiage per salire sulla  TOKYO SKY TREE e godervi il panorama mozzafiato di Tokyo da 500 metri di altezza.

江戸東京博物館の地図

EDO-TOKYO MUSEUM AREA MAP

Clicca sul riquadro in basso a sinistra per passare da Mappa a Satellite e sul pulsante +/- per lo Zoom


Foto puntogiappone.com - Autore Mario Antonio Persegani (Opera Propria - tutti i diritti riservati).

Tutte le foto di questo articolo sono utilizzabili solo dopo esplicita autorizzazione dell’autore che deve essere richiesta tramite la sezione contatti. Non sarà necessario alcun tipo di corrispettivo economico ma senza specifica autorizzazione l’utilizzo delle immagini NON E’ CONSENTITO.